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Affrontiamo i problemi con realismo e concretezza

Investiamo bene tutte le risorse a disposizione per ridurre i disagi sociali

Parole chiave: linea di pensiero (94)
Impariamo a valorizzare la vocazione dei figli

Occorre superare questo tempo in cui la pigrizia  sicuramente accentuata dalla pandemia, la fa da padrone. Le persone sono stanche di slogan da convegni che parlano dei problemi ma non  li affrontano con realismo e concretezza. Purtroppo a infinite belle parole, buoni propositi e  promesse non seguono i fatti. Ed ecco che rimangono irrisolti temi fondamentali quali il lavoro, la casa, la scuola e il futuro dei figli. Uscire da una pigrizia ancorata alla complessa burocrazia diventa determinante se vogliamo superare problemi divenuti incancreniti e ossidati. Ecco che occorre uno slancio di attenzione alle cose utili e importanti, mettendo in pausa tutto ciò che è occasionale e futile. Certo, secondo i personali punti di vista, tutto diventa prioritario, ma devono essere il lavoro e  le politiche per il sociale i punti fermi su cui concentrare le massime energie e attenzioni. Le città devono voler bene ai loro cittadini e non perdere nessuno. Nessuno fuori! Tutti dentro ad una comunità che sa accogliere e offrire risposte. Guai "scandalizzare" i propri figli. Investiamo bene tutte le risorse a disposizione per ridurre i disagi sociali. Tra i tanti quello della dispersione scolastica, incrementata  dalla  didattica a distanza. Ogni ragazza e ragazzo possa trovare la "sua vocazione", possa mettere a frutto le proprie risorse, i propri talenti! Si intensifichino i progetti di alto profilo e si mettano al bando miriadi di iniziative  inconcludenti, forse utili solo a chi li propone! Occorrono azioni eccelse di orientamento, tempestive e durature, non fondate su uno spontaneismo che spesso accentua le situazioni di disagio e invece di risolvere i problemi li incrementa.  Si smetta di parcellizzare gli interventi, con la duplicazione delle azioni, con la suddivisione della torta a tutti senza saper differenziare in base ai reali bisogni di ciascuno. Si parla sempre di "fare squadra", di doverose alleanze e poi, assai spesso, queste concertazioni rimangono su "protocolli di facciata" senza trovare operatività e concretezza. È una grande sconfitta perdere i propri figli, non riuscire a valorizzare la loro vocazione di adulti! Auspichiamo che si dia vita ad azioni operose e a progetti stabili che siano in grado di prendere in carico, da subito, ciascuno. Superiamo la pigrizia sterile e rinunciataria. Dimostriamo con i fatti che ciascuno ci sta a cuore!

Impariamo a valorizzare la vocazione dei figli
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