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Voci in rosso

Pensieri e parole intorno alla panchina rossa di Valle Benedetta

Parole chiave: violenza donne (3), parrocchia valle benedetta (4)
Due ore intense, dense di parole, musica, silenzi, lacrime e sorrisi

Venerdì 25 Novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, la parrocchia di San Giovanni Gualberto, insieme all’Associazione Valle Benedetta, ha organizzato per il secondo anno un incontro di sensibilizzazione su questo tema drammatico, purtroppo ancora tanto diffuso.

Nessun dibattito, nessun convegno, nessun format preconfezionato, ma soprattutto nessuna possibilità di giudizio: solo interventi liberi, aperti a chiunque. Unico vincolo la durata massima dell’intervento, unica regola: ascoltare col cuore.

Così, a partire dalle 18:30, nel più profondo rispetto ed in una accogliente atmosfera, in cerchio intorno ad una panchina rossa, si sono susseguite letture di poesie, racconti, pensieri personali, canzoni, balli, filmati, testimonianze, denunce, confessioni.

Varia l’età dei partecipanti (giacché disgraziatamente il fenomeno può riguardare chiunque); numerosi gli interventi, tra cui quello di Donatella Piras, life-coach e autrice del libro “Il respiro del volo”, grazie al quale è riuscita (e riuscirà ancora, le auguriamo) a salvare 57 donne vittime di violenza.

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Due ore intense, cariche ma non pesanti, dense di parole, musica, silenzi, lacrime e sorrisi; di ansia, coraggio, rabbia e determinazione; seguite, come è nostra abitudine, da una modesta cena in condivisione.

“Restiamo umani” a Valle Benedetta, nella semplicità, nella gioia del puro condividere, nel sapore della complicità, nel profumo di momenti puliti e solari.

“Restiamo umani” nel riconoscere l’orrore che vivono le vittime – e i loro familiari - nel vedere ed accogliere  le loro ferite, nel renderci conto del doloroso e lento percorso verso la rinascita, nell’offrire quell’Amore che è la risposta più importante.

“Restiamo umani” nel decidere di non ignorare.

Ma se la causa è giusta, fammi un segno,
perché – magari con una spada di legno –
andiamo, Don Chisciotte, io son con te! – Gianni Rodari.

Due ore intense, dense di parole, musica, silenzi, lacrime e sorrisi
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