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Carlo Acutis, una vita offerta per Gesù

A Carlo sono intitolati due oratori della diocesi di Livorno e la parrocchia virtuale

Parole chiave: carlo acutis (4)
Sarà beatificato il 10 Ottobre 2020

Avere 15 anni, un bell’aspetto e un equilibrio di carattere che in genere arriva più avanti negli anni, se arriva: l’energia e la leggerezza di un adolescente temperate da uno sguardo profondo sulle piccole cose della vita. Avere delle buone doti intellettuali, quelle che si possono verificare già all’inizio di un liceo impegnativo com’è sempre stato il Leone XIII, prestigioso istituto dei gesuiti a Milano. E avere alle spalle una famiglia ricca, molto ricca: la proprietaria della Vittoria Assicurazioni. Carlo Acutis aveva tutto questo, era un privilegiato, con le carte in regola per raggiungere qualsiasi obiettivo.

Ma fu stroncato nel giro di pochi giorni da una leucemia fulminante. Il senso ultimo di una fine così prematura, di un tale spreco esistenziale, rimane nella mente di Dio, ma nel tempo, con gli oc- chi della fede, più di qualcosa si è potuto capire del disegno della Provvidenza. E il prossimo 10 ottobre ciò sarà ancora più evidente con la proclamazione di Carlo Acutis beato. Il rito, come annunciato nei giorni scorsi dopo il rinvio per la pandemia, avverrà nella Basilica di San Francesco ad Assisi, città a cui Acutis si era molto legato – la sua famiglia aveva e ha ancora lì un’abitazione – e dove è stato sepolto, prima in cimitero, poi lo scorso anno, dopo essere stato dichiarato venerabile, nel Santuario della Spogliazione. Il pastore di Assisi–Gualdo Tadino– Nocera Umbra, l’arcivescovo Domenico Sorrentino, ha ricordato che «in questi mesi abbiamo affrontato la solitudine e il distanziamento sperimentando l’aspetto più positivo di internet, una tecnologia comunicativa per la quale Carlo aveva uno speciale talento, al punto che papa Francesco, nella sua esortazione Christus vivit lo ha presentato come modello di santità giovanile nell’era digitale». La notizia dell’onore degli altari per questo ragazzo nato il 3 maggio 1991 a Londra, dove i genitori si trovavano per lavoro, e morto il 12 ottobre 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza era arrivata lo scorso 22 febbraio, con il riconoscimento di un miracolo avvenuto per sua intercessione. Nel 2013 un bambino brasiliano di circa 4 anni è stato guarito da una grave patologia al pancreas durante una novena che i genitori avevano iniziato su ispirazione di un sacerdote, che aveva fatto loro conoscere la figura di questo giovanissimo italiano morto in odore di santità.

Monsignor Apeciti: «La sua fama di santità è esplosa a livello mondiale in modo misterioso, come se Qualcuno, con la “Q” maiuscola volesse farlo conoscere». Il culto attorno alla figura è cresciuto ovunque La gioia dell’arcivescovo di Assisi Sorrentino Carlo Acutis, il ragazzo che diventerà beato il prossimo 10 ottobre

Del resto la stessa diffusione del culto di Acutis in numerosi Paesi di diversi continenti è stata giudicata dalla Chiesa un segno soprannaturale. Il fatto che la scia di luce lasciata da Acutis – di cui non ci sono rimasti scritti significativi e la cui biografia non presenta gesti o avvenimenti eclatanti – sia arrivata così rapidamente a tanti ha fatto a dire monsignor Ennio Apeciti, responsabile dell’Ufficio delle cause dei santi dell’arcidiocesi di Milano: «La sua fama di santità è esplosa a livello mondiale in modo misterioso, come se Qualcuno, con la “Q” maiuscola, volesse farlo conoscere. Attorno alla sua vita è successo qualcosa di grande, di fronte a cui mi inchino». «Siamo nati e non moriremo mai più» è la frase celebre di Chiara Corbella Petrillo, la 28enne sposa a madre romana morta nel 2012 dopo aver rimandato le cure di un tumore alla lingua pur di non mettere a rischio la vita del figlio che portava in grembo, di cui è aperta la causa di beatificazione. «Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie » è la frase divenuta celebre di Carlo Acutis che sintetizza il suo anelito cristiano, di uomo in erba che avvertiva la banalità delle vite spese nella mondanità e lontano da Dio. In ospedale, posto di fronte alla morte, disse: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso». È stato esaudito.

Fonte: Avvenire
Sarà beatificato il 10 Ottobre 2020
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