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La storia

Un distacco della placenta a 23 settimane, un cesareo d’urgenza per mamma Jessica, che ha rischiato di morire pur di far nascere la sua bimba

Parole chiave: prematuri (1), aborto (21), nascite (4)
Nicol, la vita a 480 grammi. «Mi chiedevano di abortire»

È andata contro ogni pronostico, Nicol. Aggrappandosi alla vita sin dal primo respiro, anche se i suoi minuscoli polmoni hanno avuto da subito bisogno di aiuto. Troppo poche, infatti, 23 settimane dentro la pancia della madre e troppo pochi i suoi 480 grammi distribuiti su 27 centimetri di lunghezza per poterle evitare l’incubatrice e la terapia intensiva in cui ha vissuto per quattro mesi. Ma Nicol aveva fretta di uscire già da tempo, e soprattutto aveva voglia di vivere anche se le statistiche le davano meno del 30% di possibilità di sopravvivenza e ancor meno senza danni cerebrali, che l’ultima risonanza magnetica esclude. Un distacco della placenta ha costretto a un cesareo d’urgenza mamma Jessica, 27 anni, che come la sua bambina ha rischiato di morire dandola alla luce.

Un percorso a ostacoli, quello di questa bambina che a distanza di cinque mesi è arrivata tuttavia a pesare quasi 2,5 chilogrammi e così è potuta finalmente tornare a casa a conoscere i fratelli Alessandro e Sofia, di 6 e 4 anni. «Sapevo sin dall’inizio che ce l’avrebbe fatta. Perché in questi mesi lei ha sempre fatto il contrario di quello che le statistiche mediche dicevano. Per questo l’ho voluta chiamare Nicol Vittoria».

Ora che la vittoria più difficile è raggiunta e, finalmente, la può stringere tra le braccia tutto il giorno, mamma Jessica può rilassarsi e raccontare il calvario che ha vissuto la piccola Nicol da quando è nata prematura l’8 maggio scorso al Policlinico Umberto I di Roma. Prima rianimata, poi aiutata a respirare con le cannule nasali infine, causa peggioramento delle condizioni, intubata e ventilata meccanicamente per due mesi. «Non si è fatta mancare nulla Nicol – ora ci scherza Jessica – la pervietà del dotto arterioso, una sepsi da stafilococco, un innalzamento della glicemia e una retinopatia della prematurità. Per fortuna si è subito dimostrata una gran guerriera e una mangiona». Così ha superato tutte le battaglie, con «la forza che caratterizza le femminucce» e le terapie più innovative, anche se non sono mancati i momenti bui.

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Fonte: Avvenire
Nicol, la vita a 480 grammi. «Mi chiedevano di abortire»
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