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The Marvels

La valutazione della Commissione CEI

Parole chiave: film (87)
Il film di Nia DaCosta

La guerriera Dar-Benn, di origine Kree, vuole riscattare le sorti del proprio pianeta caduto in disgrazia dopo che Carol Danvers, alias Captain Marvel, ne ha distrutto la Suprema Intelligenza. Dar-Benn inizia ad aggredire altri pianeti e sistemi solari per reperire risorse energetiche. A provare a fermarla oltre alla Danvers saranno – per una strana casualità – la giovane prodigio Kamala Khan e l’astronauta Monica Rambeau, nipote della stessa Danvers e nel team guidato da Nick Fury...

Valutazione Pastorale

Punto di partenza è il kolossal “Captain Marvel” del 2019, che ha dato risalto al personaggio di Carol Danvers, figura divenuta poi centrale nell’Universo Marvel a cominciare da “Avengers: Endgame” (2019). Dopo le successive incursioni nelle serie “Ms. Marvel” (2022, Disney+) e “WandaVision” (2021, Disney+), ecco finalmente un nuovo sguardo sulla mitica eroina a stelle e strisce. Dall’8 novembre è nei cinema “The Marvels” diretto da Nia DaCosta, prodotto da Kevin Feige, dove troviamo non una bensì tre supereroine. Oltre a Carol Danvers interpretata ancora una volta dalla sempre brava Brie Larson, ci sono la sedicenne statunitense-pakistana Kamala Khan, cui dà il volto frizzante Iman Vellani, e la scienziata Monica Rambeau, l’attrice Teyonah Parris. Tre personaggi caratterialmente diversi, acuti e sorprendenti, chiamati a collaborare insieme per il bene comune, la salvezza della galassia, e al contempo a superare i rispettivi irrisolti personali. La storia. La guerriera Dar-Benn (Zawe Ashton), di origine Kree, vuole riscattare le sorti del proprio pianeta caduto in disgrazia dopo che Carol Danvers, alias Captain Marvel, ne ha distrutto la Suprema Intelligenza. Dar-Benn inizia ad aggredire altri pianeti e sistemi solari per reperire risorse energetiche. A provare a fermarla oltre alla Danvers saranno – per una strana casualità – la giovane prodigio Kamala Khan e l’astronauta Monica Rambeau, nipote della stessa Danvers e nel team guidato da Nick Fury (Samuel L. Jackson). “Era molto importante sottolineare la relazione che si sviluppa fra le tre protagoniste. Il film doveva essere divertente e godibile, ma volevo anche comunicare tante emozioni nel rappresentare queste tre eroine che imparano a diventare una famiglia”. Così sottolinea la regista Nia DaCosta, al timone del 33° film Marvel. Con “The Marvels” si fa un ulteriore passo in avanti nell’universo dei supereroi di casa Disney: la scena è interamente al femminile, dalle protagoniste all’opponente – regista inclusa–gli uomini sono quasi del tutto marginali, delle appendici.

L’unico che spicca è Nick Fury, solido e dotato di buonsenso, di leadership. In particolare, le tre eroine non sono espressione di figure infallibili, senza macchia: sono donne di certo imperfette e fragili, ma accomunate da trascinante coraggio, spirito di sacrificio e slanci solidali. Nello specifico, Carol è inarrestabile in battaglia, ma si sente in colpa per le azioni compiute, che hanno innescato la vendetta dei Kree; Kamala è un’adolescente esuberante e caotica, che spesso snocciola bugie ai familiari per guadagnare libertà e per tenerli all’oscuro da possibili pericoli; Monica ha una mente prodigiosa, ma è incapace di superare i traumi del passato, la perdita della madre e il disappunto verso Carol per averla abbandonata nel momento del bisogno. Insieme, però, imparano a fare squadra, a limare le rispettive imperfezioni e a costruire un’intensa che, oltre a salvare la situazione, regala allo spettatore lampi di divertimento e coinvolgimento. Nell’insieme “The Marvels” ha un buon andamento narrativo, un uso degli effetti speciali ben calibrato e una durata misurata (105’). E se la linea del racconto può apparire a volte un po’ stiracchiata, a garantire la tenuta sono proprio i personaggi, brillanti e sfaccettati; da rimarcare, poi, alcune battute esilaranti aggancia-risate come pure delle trovate originali felicemente spiazzanti (attenzione ai gatti!). “The Marvels” risulta un film godibile, votato all’evasione, in linea con la traiettoria dei film appartenenti al ciclo. Consigliabile, semplice, per dibattiti.

Il film di Nia DaCosta
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