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La veglia di preghiera nella chiesa S. Ferdinando

Le religioni hanno una grande responsabilità

Parole chiave: veglia di preghiera (3), pace (33), cristiani perseguitati (16)
Il coraggio della pace

La chiesa di San Ferdinando in crocetta ha ospitato la veglia di preghiera per la pace, presieduta dal vescovo Simone Giusti, rispondendo all’invito della CEI di promuovere una giornata nazionale di digiuno preghiere e astinenza per la pace e la riconciliazione nella data del 17 ottobre, in comunione con i cristiani di Terra Santa secondo le indicazioni del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini.

A nome di tutti gli Ordinari, ha chiesto alle comunità locali “di incontrarsi nella preghiera corale per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace di giustizia e di riconciliazione”. In un momento di grande dolore e forte preoccupazione per l’escalation di violenza in Medioriente l’invito della presidenza della CEI rivolto alle comunità diocesane ha visto nella nostra diocesi una forte risposta e una grande presenza di molte Aggregazioni Laicali che si sono riunite a pregare insieme e a invocare la Pace.

Monsignor Simone Giusti durante la celebrazione ha posto in risalto come Dio ha come sua specificità di essere il Dio della Pace e non della morte. Non si può alzare la mano di Caino contro l’altro uomo e così pure non dobbiamo rispondere alla violenza con la violenza bensì è quanto mai necessario cambiare strutturalmente il cuore. Anche se la vendetta di per sé è la reazione più naturale non c’è il diritto alla vendetta; la difesa deve sempre attuarsi senza vendicarsi. Purtroppo anche nelle nostre case e nelle nostre terre assistiamo ad una catena di vendette ma non possiamo pensare di fare giustizia uccidendo degli innocenti.

L’attuale situazione in Oriente è pesante ma questo non giustifica l’assassinio, siamo sull’orlo di una catastrofe. Papa Francesco continua incessantemente ad invocare una pacificazione perché il rischio di una terza guerra mondiale purtroppo c’è e a questo si aggiunge l’altro grande timore di una catastrofe climatica. Quello che è accaduto in Israele lascia attoniti e ammutoliti ma dobbiamo fare in modo tale che la giustizia si attui senza la vendetta. Le religioni hanno una grande responsabilità e ruolo per educare alla pace, alla pacificazione politica e alla pacificazione del cuore. Non si può demonizzare l’altro, ma dobbiamo saper dialogare arrivando alla stima anche di coloro che la pensano diversamente da noi. Purtroppo la pace che dà il mondo è una pace di morte, mentre la pace che dà il cristiano porta la vita. Il cristiano è capace di dare la vita per i propri amici come padre Massimiliano Kolbe che si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz.

Dopo la riflessione del Vescovo, la preghiera è proseguita ricordando anche tutte le chiese perseguitate: le antiche chiese di Siria, le chiese in Asia, Yemen Indonesia, Sri Lanka, Ucraina e Armenia; chiese che hanno sofferto e soffrono e la fine del conflitto ancora non si vede.
Commovente la preghiera scritta da un detenuto nel campo dì concentramento di Ravensbruck per chi perseguita e uccide: “Signore ricorda non solo gli uomini e le donne di buona volontà ma anche tutti quelli di cattiva volontà. Non ricordare solo tutte le sofferenze che ci hanno inflitto. Ricorda i frutti che abbiamo prodotto grazie a questa sofferenza: la nostra solidarietà, la nostra realtà, la nostra umiltà, il nostro coraggio e la nostra generosità, la grandezza di cuore che tutto questo ha ispirato. E quando saranno davanti a te per essere giudicati, fa che tutti questi frutti che abbiamo generato siano la loro ricompensa e il loro perdono”.

Dopo ogni preghiera sono state messe davanti alla statua di Gesù Nazareno le candele portate dai fedeli. Il Gesù Nazareno è una statua lignea che fa parte della tradizione dell’Ordine dei trinitari. Da diversi anni ogni 17 ottobre viene celebrata la Settimana di Preghiera per i cristiani perseguitati e dura fino al 23 ottobre. Ci saranno diverse celebrazioni durante le quali si potrà pregare per la liberazione degli schiavi cristiani e perché il Signore come dice Papa Francesco “ disarmi la lingua e le mani, rinnovi i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam”.

per tutta la settimana in S. Ferdinando: Rosario, Vespri, Via Crucis (17.30) e Messa (18.00) per la pace e la giustizia

leggi l'omelia del Vescovo

guarda le foto di Antonluca Moschetti

https://photos.app.goo.gl/hptVbVPjLChhhboU6

Il coraggio della pace
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