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Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà

Le parole di Papa Francesco nella domenica della Divina Misericordia

Parole chiave: papa francesco (53)
Solo se accogliamo l’amore di Dio potremo dare qualcosa di nuovo al mondo

I cristiani non restino indifferenti, non vivano una fede a metà. Nella II Domenica di Pasqua della Divina Misericordia, Francesco, celebrando la messa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, invita i fedeli a capire se Dio ha toccato le loro vite.

Verifica se ti chini sulle piaghe degli altri. Oggi è il giorno in cui chiederci: “Io, che tante volte ho ricevuto la pace di Dio, che tante volte ho ricevuto il suo perdono e la sua misericordia, sono misericordioso con gli altri? Io, che tante volte mi sono nutrito del Corpo di Gesù, faccio qualcosa per sfamare chi è povero?”. Non rimaniamo indifferenti. Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono
Nell’omelia il Papa parla di quando i discepoli da “misericordiati, diventano misericordiosi”, grazie agli esempi di Gesù che da risorto “consola i loro cuori sfiduciati”, “li rialza con la misericordia”, operando così la loro “risurrezione”. "E' molto difficile - prosegue Francesco - essere misericordioso se uno non si accorge di essere misericordiato". Sono tre i doni attraverso i quali vengono misericordiati: pace, Spirito e piaghe. Il primo, la pace, li fa passare dalla paura e angoscia di essere arrestati e fare la stessa fine del Signore, da loro abbandonato e rinnegato, alla riappacificazione con loro stessi:
Gesù arriva e ripete due volte: «Pace a voi!». Non porta una pace che toglie i problemi dal di fuori, ma una pace che infonde fiducia dentro. Non una pace esteriore, ma la pace del cuore.

La pace di Gesù – spiega il Papa – li fa passare dal rimorso alla missione: Non è tranquillità, non è comodità, è uscire da sé. La pace di Gesù libera dalle chiusure che paralizzano, spezza le catene che tengono prigioniero il cuore. E i discepoli si sentono misericordiati: sentono che Dio non li condanna, non li umilia, ma crede in loro. Sì, crede in noi più di quanto noi crediamo in noi stessi.
Nessuno è sbagliato agli occhi di Dio, ripete Francesco, “nessuno è inutile, nessuno escluso”, perché ognuno è prezioso, importante e insostituibile ai suoi occhi.

(continua a leggere https://www.avvenire.it/papa/pagine/domenica-della-divina-misericordia-2021)

Fonte: Avvenire
Solo se accogliamo l’amore di Dio potremo dare qualcosa di nuovo al mondo
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