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Luci ed ombre sul piano scuola 2020/21

A proposito della ripresa della scuola a Settembre

Parole chiave: scuola (47)
Il pensiero di alcuni docenti IRC della diocesi di Livorno

Il testo definitivo del Piano Scuola 2020 /21 dopo  l’ emergenza Covid ha ricevuto il via libera da parte di Governo, Regioni ed Enti Locali il 26 giugno.

Niente plexiglas ma distanziamento fisico tra gli studenti, inteso come distanza di un metro tra le "rime buccali" (cioè da bocca a bocca). Sulle mascherine in aula, invece, bisognerà attendere un nuovo parere del Comitato Tecnico Scientifico che arriverà solo a due settimane dal 14 settembre, la data scelta per la ripresa delle lezioni. Il testo fa riferimento alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico secondo il quale "il distanziamento fisico (1 metro), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione".

Le lezioni riprenderanno in presenza. La didattica a distanza rimarrà una soluzione complementare.

Una eccezione potrebbe essere quella delle scuole secondarie di secondo grado, cioè le scuole superiori, dove sarà possibile prevedere "didattica digitale integrata, ove le condizioni di contesto la rendano opzione preferibile" o dove lo consentano "le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti".

Per evitare sovraffollamenti, soprattutto in ingresso e in uscita dagli istituti, si prevedono arrivi "differiti e scaglionati". Previsti anche screening e test a campione per i professori, studenti e tutti gli operatori della scuola.

La mensa potrà essere organizzata su due o più turni. Qualora non sia sufficiente, gli enti locali potranno studiare soluzioni alternative come addirittura il consumo del pasto in monoporzioni all'interno dell'aula.

Confermata la frequenza a turni differenziati e "l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso".

Non chiaro il riferimento alla frequenza al sabato, sostituito da una "diversa modulazione settimanale del tempo a scuola".

"Le istituzioni scolastiche avranno cura di garantire, a ciascun alunno, la medesima offerta formativa, ferma restando l'opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale".

Il Piano prevede che in ogni regione vengano istituiti Tavoli che monitorino "le azioni poste in essere dalle Conferenze dei servizi a livello territoriale e dai diversi attori coinvolti nell'organizzazione delle attività scolastiche.

L'obiettivo è anche quello di rilevare eventuali elementi di criticità non risolti a livello locale e sostenerne la risoluzione, avendo particolare cura alle speciali necessità provenienti dall'esigenza di tutela degli alunni con disabilità".

Oltre alla costante e approfondita igienizzazione degli spazi, le scuole dovranno "prevedere attività di funzionale organizzazione degli spazi esterni e interni, per evitare raggruppamenti o assembramenti”.

Dovranno essere garantiti ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica, per alunni, famiglie, personale scolastico e non scolastico.

Il Piano "dà atto della necessità di attivare un apposito tavolo di lavoro coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la partecipazione del Ministero dell'Istruzione" e dei rappresentanti degli Enti Locali per "il reperimento di specifiche risorse che si rendessero necessarie".

Che cosa dire? Cosa ne pensano i docenti Irc della nostra diocesi? Le affollate manifestazioni di questi giorni dimostrano lo stato di agitazione di studenti, professori e genitori che sono scesi in piazza in 60 città per manifestare contro il nuovo piano scuola previsto dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. Vogliono dire "no" ai doppi turni, alle lezioni di 40 minuti, alla settimana scolastica spalmata su sei giorni e ma soprattutto "chiarezza" per tornare sui banchi in completa sicurezza.

Manca appunto ancora la chiarezza per rimodulare ancora una volta le linee guida. Un vertice che ha ricucito i rapporti con le Regioni ma che ha creato nuova confusione tra i presidi. Tutta la categoria dei dirigenti scolastici vive le linee-guida come l'annuncio di problematiche gigantesche, davvero difficili da affrontare con preavviso minimo.

Io credo che risulteranno difficilmente attuabili gli interventi di edilizia leggera, soprattutto nei tempi previsti da qui al primo settembre. Molto lunghi sono i tempi della burocrazia e delle procedure da seguire e siamo anche in un periodo di ferie. Credo che una buona percentuale di scuole potrebbe trovarsi in difficoltà.

Dove reperire nuovi spazi per il distanziamento sociale? Ho letto di teatri e cinema ma perché non usufruire di locali delle scuole non statali, è la mia opinione preciso. Magari qualcuno avrà anche da ridire!

Hanno parlato di non volere classi –pollaio allora perché alla Scuola Mazzini, la mia, usciranno 13 terze medie e nonostante il preside abbia  richiesto 13 prime, il CSA di Livorno ne ha previste 12?  Avremo classi di 28 e di 24 con due gravi alunni diversamente abili!

Dice che stanzieranno un miliardo di euro, speriamo! Prima di tutto servono risorse adeguate per realizzare le soluzioni organizzative e didattiche previste dal Piano. Occorre poi un aumento netto di organico docente e Ata. Occorre prevedere infatti un adeguato incremento finalizzato a garantire il recupero dei tagli operati sui posti comuni dei docenti sull’organico 2020-2021, per riportarli ai livelli dell’anno scolastico in corso, preservando l’organico già autorizzato, nonché un aumento temporaneo dei contingenti, per realizzare un rafforzamento di “organico per l’emergenza”, che permetta di affrontare al meglio il delicato anno scolastico alle porte. Infine bisogna attivare urgentemente un tavolo di confronto Governo-Regioni, sulla questione dei trasporti, sia da un punto di vista economico che di organizzazione del servizio.

La professoressa Monica Ceccarini, fiduciaria della scuola Micali afferma che su quello che succederà a settembre difficile sarà concretizzare per scarsità di tempo. Importante è entrare a scuola in modo regolare magari facendo doppi turni, mattina e pomeriggio perché il problema è proprio quello di reperire nuovi locali.

Il professor Giovanni Stellati docente di un istituto superiore e referente Uciim  ci lascia il suo contributo dichiarando che il punto dolente di tutta questa situazione sarà lo stanziamento delle risorse economiche:  saranno sufficienti per una ripartenza? Inoltre afferma Stellati, ce la faranno i presidi, con ampia autonomia a far ripartire in condizioni ottimali tutte le attività? Nel documento si fa riferimento all’alleanza educativa, civile e sociale valorizzando il ruolo delle comunità territoriali per la ripresa delle attività scolastiche. Ciò vorrà dire che ci saranno parti del paese molto ricche e altre molto povere con sistemi scolastici più o meno sostenuti.

Per il professor Alessandro Biagetti, docente di scuola secondaria, questo piano scuola ha l’aria di essere un grande pastrocchio all’italiana. A prescindere da ciò, vorrebbe che non andasse perduto quanto di innovazione seria ed oculata è stato compiuto nelle scuole in questi mesi cioè una DAD intelligente ed un adeguato aggiornamento professionale degli insegnanti. Prosegue il docente che volendo si potrebbe fare un bell’accostamento tra la Didattica A Distanza e l’attenzione al digitale espressa nel nuovo direttorio della catechesi. Per quanto riguarda gli screening ai dipendenti che la ministra ha promesso, il professor Biagetti rimane un po' perplesso per quanto riguarda altre eventuali misure di prevenzione.

In conclusione i tempi sono strettissimi e ci sarà da temere molta improvvisazione. Dice bene il collega Don Michele Esposto...” Piano scuola 2020 21 linee guida??? Punto a)  Dai…. Quando siete lì, dopo vedete….

*insegnante Scuola secondaria di primo grado Mazzini

Il pensiero di alcuni docenti IRC della diocesi di Livorno
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