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La precarietà della vita in Libano

Non siamo nati per giudicare, ma per amare

Una riflessione offerta da un volontario

Parole chiave: Libano (3), Padre Damiano Puccini (2)
Gli aggiornamenti di padre Damiano Puccini

I profughi siriani non sono al sicuro, là dove si sono rifugiati. Pochissimi hanno raggiunto paesi in cui possono restare. Un milione e mezzo sono intrappolati in Libano, che ha una popolazione totale di 4 milioni e mezzo di persone. Qua da noi vivono in condizioni tremende, in campi malsani dove i bambini non possono andare a scuola e i genitori non hanno un futuro. Continuare il viaggio è impossibile per molti di loro: hanno bambini piccoli, familiari malati, non hanno più né forze né denaro.
Sopravvivono in Libano, anche in tende di nylon e cartone, nonostante mille incomprensioni a causa di un passato sempre difficile da dimenticare e per gravissime carenze come la mancanza di elettricità, l’assenza di acqua corrente, l’assenza di privacy, la precarietà del vivere in una tenda che non sarà mai casa, il freddo pungente dell’inverno, il fango della pioggia, il caldo soffocante dell’estate. 
La nostra associazione “Oui pour la Vie” è sempre impegnata in prima linea principalmente con la cucina di Damour, che offre sempre un numero crescente di pasti ai bisognosi di ogni appartenenza, per cercare di far fronte alle loro gravi carenze alimentari.
Sono sempre in continuo aumento le richieste di aiuto per l’acquisto di medicine.
Per cercare di far fronte a queste urgenze, si chiede sempre a tutti di aiutare e di far pubblicità.
Vi proponiamo una riflessione di un volontario di Oui pour la Vie.

"Una signora molto credente, che non dimentica mai la S. Messa, le preghiere, le visite ai malati e ai poveri parlando continuamente del Vangelo, vive accanto a una donna di strada che la notte si perde nella prostituzione, nel mondo della droga e del peccato. Le due sono state colpite contemporaneamente da un cancro aggressivo e molto doloroso. La prima signora non ha purtroppo mai accettato la sua malattia, lamentandosi con Dio rifiutando questa situazione. Al contrario la seconda signora ha pianto davanti al Signore per chiedergli perdono e la forza di accettare questa malattia, dicendo che la sola cosa positiva della sua vita era stato quel tumore perché le aveva permesso di sentire Dio vicino.
Le due Signore sono morte insieme e si sono trovate al Giudizio di Dio. Alla prima Dio ha detto: "Tu hai vissuto tutta la vita per la gente e non per me, perché volevi che ti considerassero una santa in mezzo a loro, leggevi il Vangelo senza viverlo, tu parlavi alle persone per impressionarle di te stessa, e non per farle venire a me, tu visitavi i poveri per cercare il loro apprezzamento". Girando la testa dall'altra parte Dio vede la seconda donna e le dice: "Tu hai accettato la tua malattia come richiesta di perdono per la tua vita sbagliata. Le tue lacrime erano un vero pentimento. Nel tuo dolore mi hai chiamato a te. La tua sofferenza spirituale era più forte della sofferenza fisica e le tue labbra non pronunciavano che il mio nome. Tu hai vissuto il Vangelo senza leggerlo e durante la malattia tu hai fatto tutto per me è non per la gente".
Conclusione: dobbiamo ben sapere che non siamo nati per giudicare, ma per amare. Non siamo nati per il buon giudizio davanti agli altri, ma per la felicità di far contento Dio. Non siamo nati per servire i sani, ma coloro che hanno bisogno, sapendo che non possiamo mai scoprire veramente chi è più vicino o lontano da Dio. Ci basti solo di pregare per questa gente, senza mai entrare nei dettagli dove il diavolo ci può vincere. Non ci resta che guardare, parlare, servire, perdonare, sorridere e amare sempre con Amore, quello vero di Dio.

Per testimonianze in Italia tel 333/5473721. Per inviare offerte: Bonifico intestato al conto: Oui pour la Vie, presso Unicredit a Cascina (PI). Indirizzo:Rue Mar Elias,35 Damour Lebanon.BIC-Swift: UNCRITM1G05 IBAN: IT94Q0200870951000105404518; dopo invio offerta scrivere il proprio indirizzo e telefono a info@ouipourlavielb.com per potervi confermare il ricevimento dell’offerta.
P Damiano Puccini

Gli aggiornamenti di padre Damiano Puccini
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