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Serve una cooperazione a più livelli

Offrire a tutti reali opportunità di sviluppo umano integrale

Parole chiave: migrazione (1), dignità (2), weca (98)
Dignità umana, migrazione e tratta

Tutorial in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

L’8 febbraio 2023, durante la Giornata mondiale di preghiera e sensibilizzazione contro la tratta di persone, Papa Francesco ha incoraggiato i giovani presenti a “Camminare per la dignità”, dicendo: “Vi incoraggio a prendervi cura della dignità, vostra e di ogni persona che incontrate. In questo modo potete contribuire a tenere viva la speranza!”

Il Santo Padre ha proseguito ricordando loro che la tratta di esseri umani sfigura la dignità. Limita la libertà e trasforma le persone in oggetti da usare e scartare. Il sistema della tratta sfrutta l’ingiustizia e la disuguaglianza che costringono milioni di persone a vivere in condizioni di vulnerabilità. Infatti, le persone impoverite dalla crisi economica, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e da molte forme di instabilità sono facilmente sfruttate. Purtroppo, la tratta sta crescendo a un ritmo allarmante, colpendo soprattutto migranti, donne, bambini e giovani, tutti desiderosi di vivere dignitosamente.

Come comprendere la dignità umana? Nel libro della Genesi è scritto: “Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine, a immagine di Dio li creò”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica aggiunge: «Essendo a immagine di Dio, l’individuo umano possiede la dignità di una persona, che non è solo qualcosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi e di donarsi liberamente ed entrare in comunione con altre persone”.

A causa della sua comune origine il genere umano forma un’unità, poiché “da un solo antenato Dio fece abitare tutte le nazioni su tutta la terra”. Questa legge della solidarietà umana ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.

Pertanto, è vitale salvaguardare la dignità della persona umana, offrendo a tutti reali opportunità di sviluppo umano integrale e attuando politiche economiche favorevoli a tutte le comunità.

Ogni atto di crudeltà verso qualsiasi creatura è “contrario alla dignità umana”! Le persone trafficate di solito rimangono invisibili e la tratta di esseri umani in sé non è facilmente percepita o rilevata nella società circostante. Il Papa ci chiede di prestare particolare attenzione ai migranti, alle persone sfollate a causa di conflitti, calamità naturali e persecuzioni, nonché a coloro che sono vittime della tratta di esseri umani.

Reintegrare i sopravvissuti nella società, soprattutto quando sono lontani da casa, non è semplice, visti i traumi che hanno subito. Testimoniando l’amore misericordioso di Dio, i fedeli possono contribuire anche alla conversione e alla riabilitazione degli autori della tratta di esseri umani, restituendo loro la dignità umana!   I migranti sopravvissuti, in virtù della loro stessa umanità, ampliano il senso della fraternità umana. Allo stesso tempo, la loro presenza richiama la necessità di sradicare le disuguaglianze, le ingiustizie e gli abusi. Così, una volta integrati, potranno diventare partner nella costruzione di un’identità più ricca per le comunità che li accolgono, promuovendo lo sviluppo di una società inclusiva e creativa, rispettosa della dignità di tutti.

È chiaramente necessaria una cooperazione a più livelli, che coinvolga le istituzioni nazionali e internazionali, le agenzie della società civile e persino il mondo della finanza. Tutto è connesso e noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, intrecciati dall’amore che Dio ha per ognuno di noi.

Le organizzazioni cattoliche rendono più efficaci i programmi esistenti contro il traffico di esseri umani e ne creano di nuovi. Inoltre, sarebbe utile lavorare con altre chiese cristiane e collaborare con seguaci di altre religioni.

Si potrebbe considerare, tra le tante, le missioni della Caritas, del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati JRS, di San Vincenzo de’ Paoli e persino della rete di suore attraverso Talitha Kum, ad esempio, che aiutano le vittime della tratta di esseri umani in tutto il mondo e le sostengono attraverso una collaborazione interreligiosa.

Uno dei tanti esempi che vorrei citare di un’organizzazione cattolica che aiuta i migranti e le vittime della tratta di esseri umani sarebbe il JRS. Attraverso i centri comunitari nei governatorati di Ninewa, Erbil e Duhok, il JRS Iraq fornisce assistenza psicosociale a rimpatriati, sfollati interni e rifugiati che soffrono di problemi di salute mentale acuti, indipendentemente dal loro background, con particolare attenzione ai sopravvissuti al genocidio e al traffico, per lo più provenienti dalla comunità yazida.

I programmi aiutano anche il personale del JRS che deve affrontare problemi di salute mentale e benessere derivanti dal lavoro con gli sfollati o dalla propria condizione di sfollato, dal momento che il personale è membro della stessa comunità. Inoltre, i centri forniscono istruzione, formazione professionale e servizi di sostegno al sostentamento. Il JRS effettua anche visite alle famiglie per sostenere la comunità e facilita le consultazioni legali per gli sfollati.

Concludiamo con l’ultima parola del messaggio del papa: “Non stancatevi mai di cercare percorsi per trasformare le nostre società e prevenire la vergognosa piaga della tratta di esseri umani. In cammino con dignità, contro la tratta di esseri umani, senza lasciare indietro nessuno”. Il Santo Padre ci invita a: camminare insieme a quanti sono distrutti dalla violenza dello sfruttamento sessuale e lavorativo; camminare insieme ai migranti, agli sfollati, a quanti sono alla ricerca di un luogo dove vivere in pace con i propri cari. Perché insieme possiamo riaffermare con coraggio il valore della dignità umana.

*Coordinatrice regionale Medio Oriente, Sezione Ascolto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

Guarda il video
https://youtu.be/4rWRbSHJRiM

Dignità umana, migrazione e tratta
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