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Non si accorsero di nulla

Il fenomeno della superficialità e della mancanza di discernimento finisce per farci affogare nella banalità della vita

Parole chiave: commento al vangelo (16)
Commento al Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

così sarà
È con grande forza e con un potente equilibrio che Gesù ci parla del tempo e del suo scorrere: come furono … così sarà. Il futuro è così coniugato con il passato, tanto da chiederci di decidere nel presente: vegliate. Lo scorrere del tempo è per l’uomo un mistero; sant’Agostino afferma: «Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so». Oggi sembra che siamo più fatalisti ma, nello stesso tempo, anche reattivi; i due atteggiamenti sembrano essere opposti l’uno all’altro, mentre gli uni abdicano alla loro libertà, i secondi la usano esasperatamente: viviamo in un periodo storico in cui sono esaltati gli estremismi, quelli pieni di “no” a questo e a quello, come i carichi di “si”; viviamo un po’ da sbandati e mentre si paventano sicurezze, quelle del “si” come quelle del “no”, ci sentiamo più fragili e incerti, più deboli e incapaci. Alcuni fenomeni sociali ne sono i sintomi: l’allungamento del tempo della adolescenza, il crescere delle convivenze e il rimando delle nozze, il calo della natalità, l’aumento dei single, l’incremento degli animali da compagnia, e tanti altri.

 

non si accorsero di nulla
Nell’immagine che le parole di Gesù ci offrono si raccordano due eventi: il diluvio che sconvolse la vita abitudinaria e ripetitiva del tempo di Noè, e l’avvento del Figlio dell’uomo. Gesù non ha parole negative nei confronti della generazione ai tempi di Noè: mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito; solo ne descrive la banalità e l’incoscienza: non si accorsero di nulla; finché furono travolti dal diluvio senza neppure sapere il perché. Fare l’abitudine alle cose, alla vita, alla storia è la condizione pessima dell’uomo che non si accorge di nulla.

Il fenomeno della superficialità e della mancanza di discernimento finisce per farci affogare nella banalità della vita; eppure i segnali anche oggi sono tantissimi, basti pensare al crollo del ponte di Genova, il cambiamento climatico, il fenomeno delle migrazioni, il dominio della tecnologia. Discernere significa non solo cogliere i fatti, ma anche valutarli e agire conseguentemente. Certi eventi della nostra epoca non sono vanno colti nella loro esonerabilità ma valutati con sapienza e accortezza; spesso ci fermiamo alla caccia del responsabile per fargliela pagare, senza valutare i perché e rimuovere le cause.

Noè, invece, seppe discernere e si mise all’opera, incompreso dai suoi contemporanei, ma così non solo salvò la sua famiglia ma il futuro della terra: capire l’oggi permette di salvare il futuro. Improvvisamente il quotidiano diventerà eternità, discernere significa saper vivere la quotidianità orientandola all’eternità.La consapevolezza della provvisorietà delle cose e della nostra esperienza umana ci rende davvero liberi.

 

tenetevi pronti
Se, dei due uomini che vanno a lavorare nei campi e delle due donne che macinano alla mola, uno verrà portato via e l’altro lasciato significa che c’è qualcosa che fa la differenza, nell’apparenza identici si diversificano nella capacità di vegliare, nell’attenzione alle cose e alla storia. Si deve vivere apparentemente come se “non” dovesse accadere niente, ma con la coscienza di attendere qualcuno o di essere attesi, con la certezza di un evento che sta per giungere. Gesù fa l’esempio del padrone di casa che non si lascia scassinare la casa. La paura del ladro o del futuro non salva; inferiate, muri, allarmi non impediscono ciò che comunque dovrà accadere, piuttosto occorre avere l’attenzione necessaria per comprendere il tempo che viviamo, non permettere che sia l’emotività a motivare le scelte ma avere l’intelligenza e il pensiero sulla storia del nostro tempo; il futuro è già nel presente (S. Agostino) e si prepara nell’oggi.

Essere certi dell’avvenimento, pur non conoscendone i tempi, ci dona una prospettiva di futuro mentre ci offre la concretezza dell’azione nel presente. Abbiamo, infatti, la consapevolezza di un progetto per ciascuno di noi e per l’umanità, e che ogni giorno si realizza e ci avvicina al compimento. L’ignoranza del quando - nell’ora che non immaginate - ci rende liberi, capaci di stupirci, attenti alle novità, capaci di valorizzare il presente e gioire di ogni attimo.

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