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Impegnati a cogliere le sfide del presente

Un dibattito libero e costruttivo sull'iniziazione cristiana

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Una serata di confronto tra il Vescovo e i capi scout AGESCI

Lunedì 17 gennaio, nel salone della parrocchia Santissima Annunziata dei Greci alla Scopaia, c’è stato un incontro molto cordiale tra il Consiglio di Zona Agesci Livorno – assemblea che riunisce i capigruppo dei gruppi scout AGESCI, gli assistenti ecclesiastici e i vari incaricati – e il Vescovo Simone Giusti. La serata è iniziata con un momento di preghiera, e si è contraddistinta per un confronto costruttivo a tutto tondo. Innanzitutto il Vescovo Simone ha ribadito quanto diffuso nella nota che l’assistente ecclesiastico di Zona Don Matteo Seu ha rivolto ai capi scout livornesi su sua indicazione:

“Carissimi fratelli e sorelle scout, da diversi anni, la maggior parte dei nostri gruppi della Zona si sono impegnati nel cammino di fede dei nostri ragazzi accompagnandoli con un percorso di tipo catechistico a celebrare le tappe sacramentali. Con l’introduzione del Progetto di Iniziazione Cristiana, se da un certo verso il cammino formativo scout è stato riconosciuto dall’autorità ecclesiastica diocesana come valevole per la formazione cristiana, per la ricchezza della proposta e dei contenuti, nell’altro verso i Capi scout si sono impegnati formalmente ad un’educazione catechistica dei propri bambini e ragazzi”.

In effetti il Progetto di Iniziazione Cristiana, documento attraverso il quale vengono messi in luce quegli strumenti del metodo educativo scout che favoriscono la preparazione ai sacramenti, è un progetto virtuoso, in quanto rappresenta un unicum tra tutte le diocesi italiane.

“Tutto questo – continua la nota – comporta una serie di aspetti: anzitutto viene sottolineato come l’Iniziazione Cristiana è un processo unitario, dal momento che ha come finalità quella di essere scuola globale di vita cristiana. Il cammino scout ha fatto della formazione globale e unitaria un elemento costituivo (dall’ingresso in Branco al momento della Partenza), e in questo senso viene portato come modello per altri percorsi catechistici. In quest’ottica, la tappa sacramentale della celebrazione della cresima non è legata all’età dei ragazzi, ma alla maturazione e ai tempi di crescita di ciascuno: si richiede pertanto un’attenzione ai cammini personali (sullo stile della Progressione Personale di ciascun ragazzo) e non fissare a priori le date delle tappe. E anche su questo aspetto, la proposta scout si è dimostrata e continua a dimostrarsi esemplare”.

Affrontato questo primo aspetto il Vescovo si è soffermato sull’aspetto più importante relativamente al confronto sul percorso di accompagnamento al sacramento della cresima nei gruppi scout.

“In questi ultimi tempi, la diocesi di Livorno sta affrontando una valutazione ed una sorta di revisione dei percorsi di accompagnamento ai sacramenti, in modo particolare per i cammini catechistici della cresima.  Pur restando valide - e riconosciute tali - le proposte del cammino scout, diventa quasi inevitabile aprire un confronto di revisione e verifica delle stesse. [...]Il vescovo di Livorno sta chiedendo a tutti gli educatori cristiani della Diocesi questa particolare attenzione: ogni ragazzo sia aiutato nella conoscenza della Parola di Dio, perché è in essa che si radicano le proprie scelte di vita cristiana. [...] Si tratta di dare maggior risalto a determinate iniziative e di porre particolare attenzione a certi aspetti della vita di fede, valorizzando in modo particolare l’ascolto della Parola, la celebrazione eucaristica e la testimonianza (il Servizio)”.

Proprio nel solco di quanto descritto nella nota, il Vescovo ha spiegato l’importanza di vivere queste tre dimensioni della vita di fede, partecipando per quanto possibile agli eventi della Scuola della Parola (Agorà Giovani), ma anche favorendo la nascita di momenti analoghi vissuti di vicariato, di parrocchia o nella dimensione del gruppo scout, e in effetti, sono molti i gruppi AGESCI che si sono già organizzati, predisponendo incontri di ascolto della Parola nel proprio percorso di catechesi e preparazione ai sacramenti, ponendo soprattutto una grande attenzione al sacramento della cresima. Il Vescovo ha poi ribadito l’importanza del servizio, dimensione costitutiva dell’educazione AGESCI, e dunque molto pregnante nelle attività scout.

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Il resto della serata è stato un dibattito libero e costruttivo sull’iniziazione cristiana, sulle esigenze dei gruppi scout, delle parrocchie e sulle sfide sociali ed educative del presente nel solco della necessità di tenere vivo un dialogo, un confronto e infine un’integrazione continua tra i gruppi AGESCI, le parrocchie e il resto della Diocesi, perché i gruppi scout da molti anni sono sempre di più il luogo del primo annuncio cristiano, ed è dunque importante creare un’alleanza educativa e di intenti tra tutte le realtà cristiane che tengono alla formazione dei giovani occupandosene attivamente.

Alla fine della serata, conclusa con un momento di preghiera in pieno stile scout, la sintesi più significativa l’ha offerta Don Federico Locatelli nel suo intervento: “La grande capacità che ha sempre avuto l’AGESCI è stata quella di cogliere le sfide del presente e reinventarsi continuamente, lo abbiamo visto bene in questo periodo in cui con grande impegno, passione e lungimiranza, siamo riusciti a tenere viva la fiamma dello scoutismo con una proposta valida”, e sicuramente questo è il carisma più grande dello scoutismo cattolico come realtà educativa.

Una serata di confronto tra il Vescovo e i capi scout AGESCI
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