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A proposito del Documento sulle donne firmato dal Papa

La riforma di Papa Francesco ha maggiormente distinto i ministeri istituiti da quelli ordinati (episcopato, presbiterato e diaconato) sottolineando la loro natura laicale

Parole chiave: motu proprio (1), donne (6), papa (81)
Il vicario giudiziale chiarisce

Con Lettera Apostolica in forma di «Motu proprio» Spiritus Domini, Papa Francesco ha modificato il canone 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico, consentendo anche alle donne di poter essere istituite Lettori ed Accoliti.

Il lettorato e l’accolitato sono due ministeri istituiti, nel senso che il Vescovo, con uno speciale rito e dopo un tempo di preparazione, riconosce ad uomini ed ora anche a donne, un particolare ruolo/servizio all’interno della Chiesa in ordine alla proclamazione della Parola di Dio ed alla distribuzione della Comunione. I ministeri del lettore e dell’accolitato non sono, quindi, ministeri di fatto, bensì istituiti, ciò significa che il servizio viene affidato in modo stabile, salvo revoca del Vescovo.

Tuttavia dobbiamo qui affermare che il ministero del lettorato non si esaurisce con il leggere le letture bibliche durante la Santa Messa o per quello dell’accolitato nel distribuire la Santa Comunione. D’altronde tutti sappiamo che già le donne leggevano durante la Santa Messa, distribuivano la Santa comunione e le bambine già svolgevano le “chierichette” all’altare.

Proprio perché si tratta di ministeri istituiti significa che il lettore, all’interno della comunità cristiana, ha prima di tutto un ruolo di animazione biblica e di educazione alla fede mediante l’annuncio della Parola di Dio. Lo stesso anche per gli accoliti, i quali svolgono stabilmente, non solo un servizio all’altare o nella distribuzione della Comunione, ma anche di educazione alla liturgia e di animazione liturgica.

La riforma di Papa Francesco ha maggiormente distinto questi ministeri istituiti da quelli ordinati (episcopato, presbiterato e diaconato) sottolineando la loro natura laicale. L’accolitato ed il lettorato si radicano nel sacerdozio battesimale (comune) proprio di ogni battezzato, il quale va distinto dal sacerdozio ministeriale.

Infine è opportuno chiarire, per non generare inutili aspettative, che questa riforma non intacca comunque il costante insegnamento della Chiesa, il quale preclude alle donne l’accesso al sacerdozio ministeriale. Lo aveva già detto Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium al n. 104, ulteriormente ricordato nella stessa Lettera del Pontefice indirizzata al Prefetto della Congregazione per la Fede che ha accompagnato la riforma del canone 230 § 1.

 *vicario giudiziale della Diocesi di Livorno

Il vicario giudiziale chiarisce
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