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La Messa del 50° sarà celebrata a Santa Lucia Venerdì 20 Dicembre alle 18.30

Un prete, una piazza

Mons. Razzauti: mezzo secolo da prete, vissuto in mezzo alla gente

Parole chiave: don paolo razzauti (3)
I 50 anni di don Paolo Razzauti

Non basterebbe un libro per raccontare i 50 anni da sacerdote di don Paolo Razzauti, che poi sono 50 anni di vita, 50 anni di storia di Livorno e della sua Diocesi, 50 anni di storie, di uomini e donne incrociati in mille occasioni.

Classe 1945, livornese verace, mons. Razzauti, o meglio don Paolo, come vuole essere chiamato e come lo conoscono tutti, festeggia il suo mezzo secolo di consacrazione al Signore. Tante iniziative per ricordare questo anniversario, momenti conviviali, interviste e celebrazioni, ma il clou della memoria sarà il 20 Dicembre, giorno che lo ricorda prostrato davanti all’altare, ultimo prete diocesano ad essere ordinato dal vescovo Guano.

Ripercorrere il suo curriculum non è semplice, per i tantissimi ruoli che in questi anni lo hanno visto impegnato, e allo stesso tempo è facilissimo, perché gli incarichi ricoperti non sono altro che l’espressione di un amore grande per la propria diocesi, per la propria città, per la propria vocazione: vice parroco a S. Jacopo negli anni ’70; vice parroco a S. Agostino nel decennio successivo; poi parroco a S. Lucia fino al 2002, negli anni della costruzione della nuova chiesa; Vicario generale per otto anni e Amministratore diocesano nel passaggio tra i vescovi Coletti e Giusti e poi ancora molti altri incarichi nel corso degli anni: direttore del giornale diocesano La Settimana, direttore dell’Ufficio Eventi, assistente della Coldiretti, delegato per le Confraternite, Canonico della Cattedrale, vicario episcopale per la città, parroco della parrocchia virtuale, rettore del Seminario… incarichi significativi, incarichi di chi ha messo la disponibilità al primo posto nella propria missione di vita.

Incarichi segnati da avvenimenti importanti come la visita di Giovanni Paolo II a Livorno nel 1982;  il 200° anniversario della nascita della Diocesi; la tragedia del Moby Prince, che lo vide giorno e notte accanto ai familiari delle vittime; l’apertura della Cattedrale per il funerale dei piccoli rom, morti nel rogo di Pian di Rota; la Visita ad limina, che lo fece incontrare papa Ratzinger nel 2007 ed i vescovi della Toscana in qualità di Amministratore diocesano e poi i tanti incontri con il mondo del lavoro, del porto, della politica, con la passione per il bene comune trasmessagli in primis da babbo Mario.

Personalmente non posso che ricordare gli anni in cui è stato direttore del giornale diocesano, anni in cui io iniziavo a scrivere e lui era una guida per i giovani praticanti che volevano fare il loro ingresso nel mondo dei Media: quanti giornalisti oggi affermati sono passati dalle pagine del settimanale! Monsignor Ablondi affidò a lui il rilancio del giornale nel 1986: c’era bisogno di una linea diversa, erano gli anni dell’entrata di Livorno tra le fila di Toscana oggi, si faceva necessaria un’apertura alla dimensione laica dei lettori. La passione per la comunicazione don Paolo l’ha sempre avuta e in ogni parrocchia dove è stato ha fondato o collaborato al giornale parrocchiale e questa voglia di dialogo non si è persa con l’andare del tempo, ma è stata raccolta dai Social, che lui usa quotidianamente. Tra le sue avventure anche “Piazza grande”, una sorta di agorà web dove far nascere idee e progetti per rilanciare Livorno.

Ed è proprio con l’espressione “essere piazza” che il vescovo Giusti ha definito don Paolo: ha fatto della sua vita di prete una piazza, dove tutti possono entrare in contatto con lui, tutti vengono ascoltati e possono trovare una risposta.

E adesso, passato questo traguardo, quale avventura aspetta don Paolo? Le vie del Signore, certo, sono infinite, verrebbe da commentare. Lui confessa che, vista l’età e la salute instabile, affrontare tanti impegni è diventato faticoso, ma vorrebbe concentrarsi sull’ambito vocazionale, aiutando i giovani a trovare la loro strada e mantenere quella sua disponibilità ad incontrare le persone come ha sempre fatto in questi 50 anni. E poi magari chissà…   un libro? Per raccontare mezzo secolo di storia e fermare la memoria di questo tempo, non sarebbe davvero una cattiva idea! 

La Messa del 50° sarà celebrata a Santa Lucia Venerdì 20 Dicembre alle 18.30.

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