Verso il Simposio sui temi della famiglia. Intervista a Pierluigi e Francesca Giovannetti

Pierluigi e Francesca con il Vescovo in Russia

Pierluigi e Francesca Giovannetti hanno accompagnato mons. Giusti nel suo recente viaggio in Russia, per incontrare i professori della San Tichon, l’università di Mosca dove insegna padre Georgji, già ospite a Livorno lo scorso anno, in occasione proprio di un altro simposio. Abbiamo chiesto a Pierluigi la storia di questo incontro e quale sarà lo spirito che accompagnerà il prossimo appuntamento ecumenico dei primi di Ottobre.

Il Simposio che si terrà in ottobre è frutto di un incontro, giusto? Raccontateci com’è andata…
Nel giugno dello scorso anno il prof. Franco Nembrini è all’Elba, in vacanza con padre Georgji (prorettore dell’Università Ortodossa di Mosca, San Tichon) approfittando anche per discutere e lavorare su di un libro scritto da mons. Giussani “Il Senso Religioso”, per il quale il sacerdote ortodosso era rimasto molto colpito e interessato. Non sto a dettagliare come Franco, con il quale siamo amici dal lontano 1980, sia arrivato a un incontro del genere (i percorsi della Provvidenza sono imperscrutabili!), ma capita che in quei giorni doveva interrompere la sua permanenza sull’isola per un impegno a Roma al quale non poteva mancare, né poteva lasciare il padre Georgij da solo all’Elba con la figlia e l’interprete. Allora chiede a me e mia moglie, per amicizia, se potevamo andare un paio di giorni a far loro compagnia. Così andiamo e stiamo con loro per due giorni, attendendo il ritorno di Franco. Nasce così un’amicizia anche con noi, assolutamente inaspettata e impensabile!

Tornato a Livorno, ho l’occasione di raccontare al Vescovo l’episodio e la nuova amicizia, insieme all’apertura di cuore dimostrata  da padre Georgij. Per farla breve, nella settimana per l’unità dei cristiani, nel gennaio di quest’anno, c’è stato a Livorno un incontro pubblico con padre Georgij e Franco Nembrini per raccontare la storia della loro amicizia, tra un cattolico e un ortodosso a partire dal Senso Religioso. L’incontro, molto brillante e interessante, ha avuto un seguito, così, intorno  al tavolo, durante la cena di saluto a casa  nostra, alla quale erano presenti il Vescovo, padre Georgij e il prof. Nembrini, è nata e ha preso forma l’idea di affrontare un lavoro sulla famiglia. In tutto questo ha avuto un ruolo molto importante l’interprete, Tiziana Gualtieri, una “Memores”, cioè una consacrata del cosiddetto Gruppo Adulto appartenente al Movimento ecclesiale di Comunione e liberazione, originaria di Prato, carissima amica, che lavora all’università San Tichon di Mosca, la quale, oltre che da interprete, ha fatto da tramite in tutti questi rapporti.

con Tiziana

Dall’incontro è nato l’invito in Russia. A Mosca come ha preso forma il Simposio?
A  fine giugno siamo stati a  Mosca con una piccola delegazione livornese formata dal Vescovo, dal sottoscritto e da mia moglie. Mia moglie ed io, siamo andati solo per pura amicizia con padre Georgij, perché, almeno per quanto mi riguarda, non avrei altro titolo, merito o competenze. Il Vescovo è contentissimo del fatto che questa amicizia abbia fatto da “ponte” per questa occasione, che nessuno sa dove ci porterà.

In tutto questo, seguire quel che accadeva nella realtà è stato per me una sensazione strana, direi un’avventura, una sensazione di libertà e di letizia profonda, non tanto per quel che accadrà, quanto proprio per la gratuità dell’amicizia nata così incredibilmente inaspettata e per lo stupore di vedere come il Signore opera nelle circostanze apparentemente più banali: dalla richiesta di andare a passare un paio di giorni all’Elba per “intrattenere” due “sconosciuti”, alla provocazione della realtà che ti porta a Mosca e fa risvegliare l’autocoscienza. Che sta succedendo?

A Mosca siamo stati ospiti dell’Università Ortodossa San Tichon, in un appartamento in pieno centro, ci hanno portato a visitare chiese e monasteri (bellissimo quello di San Sergio), i principali musei, ad assistere ad un concerto nella sala dove si è tenuto il primo “concilio” della Chiesa Ortodossa dopo la Rivoluzione del 1917 e siamo stati “coccolati” dalla casa dei Memores, dove abita l’interprete Tiziana con altre sette consorelle (italiane, russe, spagnole) e dove il Vescovo ha celebrato tutti i giorni la Santa Messa, facendo il più bel regalo alle, ormai, nostre amiche, ché per andare a una Messa nelle uniche due chiese cattoliche di Mosca (una terza era in ristrutturazione) diventa “un viaggio d’acqua”, diremo a Livorno.

Poi c’è stato l’incontro all’Università con la delegazione di professori che parteciperanno al Simposio e dove il nostro Vescovo, avendo comunicato per tempo una traccia per lo svolgimento dei temi, ha illustrato magistralmente la dinamica del lavoro, trovando consenso e soddisfazione dalla parte ortodossa. Il padre Georgij in questo contesto ha fatto da intermediario e, pur non partecipando al Simposio perché non è il suo ambito specifico di ricerca, parteciperà a gennaio prossimo a Livorno ad un altro incontro nella settimana dell’unità dei cristiani insieme al prof. Nembrini dal titolo “ Dante e Dostoevskij dicono ancora qualcosa ai giovani d’oggi?”

Al simposio, poi, parteciperanno anche una delegazione dalla Università Cattolica di Milano e altri prof. provenienti da altre Università italiane: Gregoriana di Roma, Statale di Genova,  Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, Istituto superore di Scienze religiose dell’Apollinare di Roma, Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Camaiore, e infine un diacono, il prof. Andrea Zargani, insegnante  di RC della Scuola secondaria di Livorno e, naturalmente, il nostro Vescovo.

Perché proprio la famiglia al centro di questi giorni di dialogo?
Perché la famiglia è un tema molto caro sia agli Ortodossi che ai Cattolici, e il Simposio permette di esprimere la posizione cattolica e ortodossa sull’argomento con l’intenzione, poi, di procedere con la pubblicazione in italiano e russo degli atti derivanti da questo lavoro.

Le preoccupazioni sono le stesse sia per noi sia per loro, per l’assalto che la famiglia, punto fondamentale della società, sta subendo, nel tentativo di disgregazione, di distruzione della figura paterna e materna e come luogo di riferimento al quale un figlio può sempre tornare, nelle intemperie che la vita può riservare.

Anche i prof. della Cattolica sono stati invitati al Simposio, perché? Erano soddisfatti dell’invito?
Alla Cattolica c’è un dipartimento “Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia”, diretto dalla Dott.ssa Rossi, considerato molto valido. Da tempo, inoltre,  c’è un lavoro di ricerca tra questa Università e la San Tichon per cui è consolidata una stima reciproca. Sono stati molto contenti dell’invito, sia gli uni che gli altri.

Quanto conteranno le differenze religiose in questo confronto?
Differenze dal punto di vista religioso, in sostanza non credo ci siano, perché il matrimonio è un Sacramento sia per noi che per loro. Se ci sono delle differenze, dal punto di vista culturale e storico, riguardano la questione del celibato dei sacerdoti;  mentre da noi, nella chiesa latina,  il sacerdote non può sposarsi perché col tempo se ne è consolidata la convinzione e la convenienza pastorale, tanto che il matrimonio dei sacerdoti è minoritario: si può trovare tra i preti cattolici di rito orientale (bizantino e della Chiesa greco-cattolica), per il sacerdote ortodosso, invece, il matrimonio rientra  nella normalità.

per saperne di più sul Simposio http://www.lasettimanalivorno.it/cattolici-e-ortodossi-a-confronto-in-ottobre-il-simposio-sulla-famiglia/

c.d.

12 Settembre 2018