Una battuta e i suoi difficili perchè. Amministrazione e Inquisizione

di Nicola Sangiacomo
Non è facile capire cosa c’entri l’Inquisizione con le scelte di musica sacra da eseguire in una Chiesa. Eppure il collegamento lo ha fatto una persona competente, almeno dal punto di vista istituzionale, in ambito culturale come l’assessore alla Cultura del Comune di Livorno, Francesco Belais.

L’assessore si è prontamente inserito in una polemica natalizia contro la diocesi di Livorno in cui veniva criticata la scelta motivata di non autorizzare lo svolgimento di un concerto nel Santuario di Montenero.

Colpisce la tempestività con cui l’amministrazione comunale, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, abbia affiancato nella polemica i promotori del concerto; non sembra che altrettanta pronta collaborazione sia stata manifestata nei loro confronti prima del divampare della polemica, visto che tale concerto, dopo il no della Curia dichiarato con largo anticipo rispetto alla data programmata, non si è realizzato in altra sede, neppure in una della tante a disposizione del Comune per lo svolgimento di tali manifestazioni.

Rimane la sorpresa di ascoltare da un rappresentante autorevole dell’amministrazione comunale battute come quelle sull’Inquisizione che, francamente, sono prive di qualsiasi fondamento razionale.

A meno che tali curiose esternazioni non siano soltanto strumentali ad avvicinare, in ottica propagandistica, quanti tra i cittadini si sentono attratti da uno spirito antiecclesiale che, in ogni epoca, riesce a raccogliere facili, quanto effimeri consensi. Con queste battute, forse, si puo’ raccogliere qualche consenso “social”, ma certo non servono ad amministrare una città per la quale servirebbe la collaborazione costruttiva e competente di tutte le sue componenti, a partire da quelle più rappresentative.

Livorno 2 Gennaio 2018