Uffici pastorali diocesani work in progress

La riunione è iniziata con la preghiera in comunione con il Papa a sostegno del suo viaggio di pace a Bari. Poi l’inizio dei lavori. Una lunga introduzione del vescovo Giusti per spiegare la linea pastorale da attuare nei prossimi 5 anni e la presentazione dei direttori degli uffici diocesani appena nominati.

La parola di Dio al centro della pastorale dei prossimi anni. “Mi piacerebbe – ha detto il Vescovo – che in ogni parrocchia si organizzassero esercizi spirituali continuamente; per i giovani, per gli adulti, per gli operatori pastorali… insomma che ci si abituasse a meditare le Scritture, personalmente e in modo comunitario. Anche papa Francesco nel suo instrumentum laboris per il Sinodo dei giovani cosa invita a fare? A far incontrare i giovani con il Signore e a farlo attraverso le scuole della Parola, le Messe celebrate tutti insieme, la catechesi e la professione di fede”. Ormai – ha continuato mons. Giusti – la battaglia non è più sull’età in cui conferire la Cresima, ma sulla formazione cristiana. Una formazione che non può prescindere anche dall’impegno alla carità. Per questo c’è bisogno di percorsi che coinvolgano i ragazzi nelle attività Caritas, per un’educazione al servizio: prima il servizio in parrocchia e alla carità, poi la Cresima! Già in Diocesi ci sono molte belle esperienze in questo senso: saranno valorizzate e fatte conoscere attraverso la rivista “Sentieri”.

“Ci sarà bisogno inoltre – ha aggiunto – di incontrare i ragazzi che ancora sono lontani, e magari farlo attraverso la scuola. Nel prossimo anno, in cui farò visita alle scuole, mi piacerebbe avere con me giovani cresimati che si fanno testimoni di questo loro impegno di fede”. Ci sarà bisogno inoltre di coinvolgere nell’attività pastorale le Associazioni che già si occupano di giovani, come l’Agesci, che è la più numerosa, ma anche l’Azione Cattolica; associazioni già strutturate con progetti educativi rivolti alle nuove generazioni, che possono integrarsi con le attività parrocchiali.

Proseguendo nella presentazione delle linee pastorali, il vescovo Simone ha ricordato come nella formazione dei giovani sia imprescindibile oggi la formazione delle famiglie, a partire dalle giovani coppie che chiedono un matrimonio cristiano. Il progetto è quello di offrire non più “corsi” prematrimoniali, bensì “percorsi” di fede, che sfocino nella formazione di gruppi di giovani coppie nella parrocchia.

Novità di questo prossimo quinquennio sarà la Scuola dei Ministeri: una formazione specifica, rivolta a persone indicate dai parroci e riconosciute dal Vescovo, che aiutino le attività parrocchiali e siano il punto di riferimento di ogni comunità. “La parrocchia – ha sottolineato il Vescovo – non deve essere a immagine e somiglianza del parroco, perché i parroci cambiano, ma deve essere a immagine e somiglianza di Cristo, per questo è necessario un gruppo di ministri preparati e riconosciuti che incarnino la storia della parrocchia e ne sostengano la quotidianità”.

Un’attenzione particolare poi alla Pastorale dei sofferenti e degli anziani. “I livornesi hanno mantenuto la fede, me ne sono accorto quando sono andato in visita alle case di riposo – ha raccontato il vescovo Simone – tutti hanno chiesto di confessarsi e ricevere la Comunione. C’è bisogno dunque di ministri straordinari dell’Eucarestia che seguano questi fratelli più deboli perché tutti abbiano la possibilità di morire in grazia di Dio”.

I direttori degli Uffici Pastorali si incontreranno periodicamente con il Vescovo, in occasione del Consiglio Pastorale Diocesano, per fare il punto sulla programmazione.

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9 luglio 2018