Tre tappe del cammino: vedere, osservare-discernere, agire. Ecco il Documento per la Regione Panamazzonica

Ascoltare le popolazioni indigene dell’Amazzonia. E’ l’obiettivo del cammino verso l’Assemblea speciale per la Regione Panamazzonica del Sinodo dei vescovi, convocata da papa Francesco per ottobre 2019. Nella presentazione del Documento preparatorio sono delineate le linee guida di questo cammino di avvicinamento. Si tratta di un evento che riguarda tutto il pianeta, perché quella regione “è uno specchio di tutta l’umanità”, essendo “una delle maggiori riserve di biodiversità, di acqua dolce” per tutta la Terra. E poi su questa regione gravitano ben 9 Nazioni dell’America Latina per oltre sette milioni e mezzo di chilometri quadrati.

Il Documento preparatorio invita le Chiese locali ad aprire una fase di riflessione sulla situazione nella quale questa regione si trova. Una attenzione su più livelli: ecologico, economico, culturale e umano. Già, perché grande preoccupazione viene espressa per i circa tre milioni di indigeni, che rappresentano quasi 390 popoli e nazionalità differenti, che vivono in questa regione. “Ognuno di questi popoli rappresenta un’identità culturale particolare, una ricchezza storica specifica e un modo peculiare di guardare la realtà e ciò che li circonda, nonché di rapportarsi con tutto questo a partire da una visione del mondo e da un’appartenza territoriale specifiche”. E proprio da loro dunque deve partire questo ascolto, questa osservazione che le Chiese della regione sono chiamate a fare.

Sarà, di fatto, uno sguardo differente da quello che oggi guarda all’Amazzonia solo come un deposito di materie prime da depredare e sfruttare senza troppa attenzione alle conseguenze. Il Documento preparatorio parla di “nuovi colonialismi ideologici mascherati dal mito del progresso”, e mette in evidenza come lo sfruttamento parta anche dallo strappare le terre alle popolazioni indigene che da sempre vi abitano. Anche per questo motivo accanto all’evangelizzazione della regione, vi è anche una questione di difesa dell’ambiente e della giustizia sociale. “Il processo di evangelizzazione della Chiesa in Amazzonia non può prescindere dalla promozione e dalla cura del territorio e dei suoi popoli”

Dunque parte una grande riflessione sulla situazione attuale, ma anche sulle prospettive future. E tra i “nuovi cammini” si parla anche di “valutare e ripensare i ministeri che oggi sono necessari per rispondere agli obiettivi di una Chiesa con un volto amazzonico e una Chiesa con un volto indigeno”. Proposte, temi, piste di lavoro. Il tutto accompagnato da un questionario che aiuterà le Chiese nella riflessione.

12 giugno 2018