Tra social network e comunità le chiavi di lettura in 18 film

Un ampio percorso cinematografico di riflessione sul tema scelto dal Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni Dalla Cei una proposta originale per parrocchie, gruppi, scuole e famiglie.
Al cinema o davanti alla tv, su un tablet o un laptop, ma sempre più spesso anche sullo smartphone: ‘vedere un film’ è un’ esperienza che va cambiando con l’ ampliamento delle piattaforme tecnologiche. Ma mentre la fruizione si trasforma, resta immutata – e semmai cresce, proprio grazie ai nuovi supporti – l’efficacia del linguaggio cinematografico per affrontare temi complessi e accompagnarci nella riflessione personale o condivisa, meglio se lungo un percorso intelligente e mirato.
È l’idea che Commissione nazionale valutazione film (Cnvf) e Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei (Uncs) hanno sviluppato confrontandosi con il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni 2019 (2 giugno) sul tema «Siamo membra gli uni degli altri(Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana » e individuando 18 pellicole recentissime – una per settimana, da oggi alla Giornata – da proporre a sale della comunità, gruppi parrocchiali, ma anche scuole o famiglie, con schede in chiave educativa e pastorale pubblicate ogni venerdì sui portali Ceinews.it e Cnvf.it (e rilanciate da Avvenire.it).
«Come Commissione e Ufficio – spiega Massimo Giraldi, presidente della Cnvf – abbiamo lavorato anzitutto a una selezione di titoli recenti, per suggerire percorsi di riflessione nuovi e accattivanti. Abbiamo privilegiato sguardi d’ autore, espressione di bacini culturali e sociali differenti. Ogni film verrà affrontato con una scheda ragionata che unirà, oltre alla sinossi, un approfondimento critico e una lettura pastorale- educational, rimarcando gli elementi di contatto tra il singolo film e il Messaggio di Francesco».
L’elenco dei titoli mette fianco a fianco film tra loro assai differenti: «Abbiamo accostato la poesia di Wenders sul Papa alla favola gotica di Del Toro giocata sull’inclusione sociale – esemplifica Giraldi – C’ è poi la riflessione del cinema francese sul disagio di adattarsi al mondo digitale con Assayas, così come la commedia frizzante italiana che fotografa il cortocircuito tra centro e periferia firmata dalla coppia Milani-Cortellesi. In più abbiamo scommesso su titoli di impegno civile, dal classico britannico sulla figura di Churchill alla tenacia di giovani sopravvissuti all’orrore del terrorismo a Oslo nel film di Greengrass».
La proposta cinematografica della Cei è rivolta «alla comunità tutta – chiarisce Sergio Perugini, segretario Cnvf -. Il cinema costituisce un terreno di incontro e relazione capace di coinvolgere ogni tipo di pubblico. Le schede film saranno accessibili e utilizzabili per proporre visioni in ambito pastorale, dai cineforum alle serate tematiche nelle sale della comunità, così come per approfondimenti condotti da catechisti e insegnati. La proposta desidera valorizzare anche la visione domestica, in famiglia tra genitori e figli. Le schede film saranno agili e immediate, strutturate in maniera da avere tutti gli elementi per gestire la proposta cinematografica in qualsiasi contesto e con un’indicazione di pubblico di riferimento».
Le idee per sfruttare al meglio il tema della Giornata mondiale non si fermano qui: il progetto dei 18 film infatti, spiega il direttore dell’Uncs don Ivan Maffeis, «si inserisce in una varietà di proposte culturali che desideriamo mettere in condivisione con il territorio. Tra queste, l’ iniziativa – giunta alla quarta edizione, in collaborazione con il Centro di ricerca Cremit dell’ Università Cattolica – di una pubblicazione per approfondire il Messaggio del Papa. Per questa iniziativa coinvolgiamo insegnanti, giornalisti e scrittori per degli sguardi di riflessione, insieme a un team di ricercatori che realizzano schede pastorali di taglio pratico- esperienziale. Il testo è il risultato, soprattutto, degli incontri nelle regioni e nelle diocesi». L’Ufficio Cei ha anche «rinnovato il corso Anicec per gli animatori della comunicazione e cultura» e «varato il primo Mooc ( Massive open online courses, «Corsi online aperti su larga scala»; ndr) su ‘Educazione digitale’, accessibile online gratuitamente grazie a una sinergia tra 8 uffici della Segreteria generale della Cei, l’Università Cattolica e TV2000», offerta formativa pensata come «aiuto per abitare la Rete con consapevolezza».
Questi format innovativi si sommano a percorsi più tradizionali: l’Uncs organizza infatti anche «due incontri residenziali – aggiunge Maffeis – : il primo a metà marzo con i comunicatori di alcune diocesi a titolo sperimentale, con le quali abbiamo avviato progetti formativi ad hoc; il secondo, dal 9 all’11 maggio ad Assisi, aperto a tutti i direttori diocesani che si occupano di comunicazione, a operatori pastorali e professionisti dell’ informazione. A luglio tornerà infine la proposta di una settimana formativa per seminaristi».
Film, dunque, e molto altro.

da Avvenire

14 febbraio 2019