Tollerare un fenomeno illegale genera malavita.Per chi non ha una casa l’unica risposta non può essere l’occupazione

di Nicola Sangiacomo
Il fenomeno delle occupazioni di edifici per risolvere i problemi abitativi di tanti cittadini livornesi è stato comunemente accettato negli ultimi anni; è stato talmente tollerato, anche dalle Istituzioni cittadine, che questo comportamento, evidentemente illegale, si è trasformato in un sistema di soluzione delle numerose emergenze abitative promosso da soggetti che si sono attribuiti il diritto di “gestire” queste occupazioni.

Quello che era una realtà immaginata, talora denunciata, è stata ora provata da un video pubblicato dal sito online livornese “Senza Soste” nel quale una persona rimasta senza casa si rivolge a un soggetto che “gestisce” uno dei tanti immobili occupati in città e si vede chiedere del denaro in cambio della possibilità di utilizzare in parte una stanza di questo edificio.

Una vicenda davvero sconcertante, che sembra purtroppo essere diventata quasi ordinaria e tollerata. Dinanzi a questa denuncia pubblica ben documentata il sindaco Nogarin ha reso pubblica, tramite i social network, la sua indignazione e ha chiesto a Questura e Prefettura di intervenire per ripristinare la legalità. Un appello autorevole al quale ci sentiamo, da semplici cittadini, di associarci, con qualche precisazione.

La stampa cittadina pubblica da tempo una sorta di mappa delle occupazioni in corso in città: sono tantissime e spesso i costi di gestione degli edifici occupati sono a carico di tutti i cittadini.

Inoltre, particolare non irrilevante, molti degli immobili occupati sono di proprietà comunale. Ci sono stati casi anche recenti, come quello dell’immobile in cui aveva sede la scuola dell’infanzia Chayes, in cui la stampa ha raccontato che l’occupazione è avvenuta non appena l’edificio ha smesso di essere utilizzato e senza alcuno sfondamento di porte o finestre. E’ evidente quindi che non è solo una questione di ordine pubblico, ma anche di cattiva amministrazione dei beni della cittadinanza

A leggere le cronache locali sembra che spesso queste occupazioni siano l’unica risposta possibile difronte alla gravi difficoltà di intere famiglie rimaste senza una casa. Addirittura c’è chi si presenta alla stampa come responsabile di comitati che guidano l’occupazione e che hanno “in gestione” alcuni piani di un immobile pubblico e dichiara pubblicamente la legittimità della situazione in quanto quelli che abitano l’edificio sono tutti registrati dalla Polizia e non pagano niente. Se questa è la percezione di chi occupa, non bisogna poi scandalizzarsi che, in questa situazione, si inserisca la malavita per trarre un guadagno illecito.

In una città in cui non mancano certo gli immobili rispetto alla popolazione residente, non si può accettare che il problema di chi non ha una casa possa essere risolto con l’occupazione illegale di edifici non utilizzati. Occorre che tutte le Istituzioni cittadine, ciascuna secondo le proprie competenze, agiscano per ripristinare la legalità e affrontino insieme l’emergenza abitativa, trovando soluzioni lecite e trasparenti in modo da poter distinguere tra chi ha davvero bisogno di una casa e chi invece vuole speculare su chi è in difficoltà.

Livorno, 19 aprile 2017