Terremoto e burocrazia: il Vescovo di Rieti risponde a Radio Vaticana

domenico pompili

Terremoto centro Italia :Rilevamenti fotogrammetrici del centro storico di Norcia di un nucleo dei Carabinieri in Piazza San BenedettoLe lungaggini impediscono alle popolazioni del centro Italia di risollevarsi dagli straordinari eventi che le stanno interessando. Radio Vaticana ha ripreso le parole di papa Francesco all’Angelus ed ha raccolto il commento di mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti.

“Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà. E per favore, che qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire!”. Ancora una volta Papa Francesco coglie e dà voce ad un “grande problema sociale, per la sua speciale capacità di ascolto e vicinanza”: così commenta , le parole pronunciate all’Angelus, il vescovo di Rieti, mons Domenico Pompili: “Il Papa mostra di avere una grande empatia. Sa bene come la gente sia in una situazione di particolare sofferenza, una condizione che non ammette indugi o tentennamenti”.

“E questo per una serie di competenze che sono molto ramificate e che finiscono poi, puntualmente, per impantanare quello che dev’essere fatto. Questo lo si è visto in tanti ambiti: dai beni culturali fino alla ricostruzione”.Il problema è che le “cose da fare”, aggiunge mons Pompili,” non hanno un’applicazione veloce”:

“E questo per una serie di competenze che sono molto ramificate e che finiscono poi, puntualmente, per impantanare quello che dev’essere fatto. Questo lo si è visto in tanti ambiti: dai beni culturali fino alla ricostruzione”. Di pro e contro relativi ad una gestione centralizzata, parla invece il delegato regionale Caritas-Umbria, Giorgio Pallucco. “Certo occorre garantire trasparenza nelle procedure”, afferma, “ma la gente non può aspettare troppo”:

domenico pompili
mons. Pompili

“Lo scenario su cui operare è veramente complicato. Però, la complessità – insegnano tutti – va gestita, perché sennò, dalla complessità si passa alla confusione. Quindi bisogna cercare di stare con le maniche rimboccate, e ognuno deve fare la sua parte. Sicuramente lo Stato sta cercando di fare il possibile e di fare il meglio che può. Allo stesso tempo, se il problema è a livello di gestione amministrativa e di normative che sono quelle, in questo momento, che dobbiamo rispettare e a cui dobbiamo far riferimento, forse ci sarebbe bisogno per il futuro di lavorare, affinché ci sia una normativa più adeguata alla gestione di queste situazioni”.

Intanto il risultato è che, come dice il Papa, la sofferenza della gente aumenta. Mancano ancora le stalle per il bestiame, le visure per l’agibilità delle case procedono a rilento e molte infrastrutture restano inutilizzabili. Tanti si sfogano sul web dove la protesta si accende, specie per i fondi degli italiani raccolti dalla Protezione civile, 28 milioni, e non utilizzabili ancora proprio per questioni burocratiche:

“I moduli abitativi ancora non sono arrivati; gli animali stanno morendo; i soldi non sono arrivati. Che fine hanno fatto i soldi?”

Su questo anche l’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle, mentre il premier Gentiloni in settimana varerà un nuovo decreto per l’emergenza forse per aumentare i poteri della Protezione civile. Ma se la burocrazia ha i suoi tempi, forse nell’attesa basterebbero spiegazioni e chiarezza per la gente che è stanca e disorientata, visto che la terra non smette di tremare. Ancora il vescovo di Rieti mons Domenico Pompili: “Sicuramente, è importante che la comunicazione sia ancora più puntuale. Questo perché l’attesa senza sapere dove si sta andando genera ulteriore senso di insicurezza”.

Gabriella Ceraso da Radio Vaticana