Signore allontànati da me, perchè sono un peccatore. Commento al Vangelo

Commento al Vangelo della V domenica del tempo ordinario

faceva ressa
Gesù parla e la folla gli fa ressa intorno; probabilmente ha fatto l’abitudine ad essere spinto, toccato; Marco, addirittura, racconta che “si gettavano su di lui per toccarlo” (Mc 3,10). Rispetto alle tante motivazioni che spingono la folla a fare ressa, Luca ci lascia strabiliati perché afferma: per ascoltare la parola di Dio. Pare chiaro all’evangelista che quello che Gesù dice non è parola di uomo ma una Parola che viene dall’alto, che va oltre l’orecchio dell’uomo perché raggiunge il suo cuore. Ancora oggi viviamo la stessa esperienza: la Parola di Dio si incarna nelle parole dell’uomo, opera dove non è attesa,in piena libertà coinvolgendo, ispirando, consolando, comunicando un amore senza eguali, indipendentemente da quello che l’uomo fa e dice. Capita spesso che il parlare degli uomini di chiesa e di tante buone persone vada oltre le parole che dicono.

 ma sulla tua parola
Un po’ più in là i pescatori erano intenti al loro lavoro, avevano faticato tutta la notte senza prendere nulla e se l’indomani volevano lavorare dovevano sistemare le reti, sembrano distaccati da Gesù, dalla folla, attratti dalle proprie necessità non entrano nella ressa. Luca non racconta semplicemente un fatto di cronaca perché carica l’episodio di immagini piene di significati. Mentre i pescatori erano scesi dalla barca, è Gesù a salirvi.Il racconto è un susseguirsi di azioni che creano mutamenti nel cuore e nelle relazioni tra le persone. All’inizio Gesù riconosce Simone come proprietario delle barche, come capo di quel gruppo di pescatori, e lo “prega” di scostarsi un po’ da terra. Poi però è lui che sembra prendere il comando e ordina a Simone di prendere il largo e agli altri di gettare le “vostre reti”. A che serve fermarsi a rimuginare su quello che è andato storto. Quello di Gesù è un invito alla fiducia, è un incoraggiamento a non mollare e a credere nelle possibilità della vita.Ogni ragionamento logico ed umano avrebbe consigliato di non farlo, ma per Simone è entrata in gioco una variante nuova: “la tua parola”. Quella parola fa superare ogni logica considerazione, ogni saggia valutazione, ogni calcolo e la pesca si fa abbondante.

perché sono un peccatore
Capita spesso nel vangelo che alcuni personaggi, o la folla come qui, si dileguino una volta persa la motivazione iniziale, il racconto si concentra su altro. All’inizio i pescatori erano più attratti dal loro lavoro che da Gesù, al contrario della folla che faceva ressa per ascoltare; quando dall’ascolto si passa all’azione le cose cambiano,non a caso Luca sottolinea: fecero così.Chi ha messo a disposizione della parola, oltre le sue orecchie, anche il cuore e le braccia si è trovato cambiato fin dal profondo.
Quel tizio assediato dalla folla, prima ignorato, adesso diventa “Signore” e la scena descritta da Luca dice molto sul rapporto nuovo che è nato tra il “Signore” ed il “peccatore”, tra colui che viene invitato ad allontanarsi e colui che lo tiene stretto alle ginocchia.
Pietro si sente peccatore di fronte a Gesù, che viene a liberare proprio quelli che si sentono o sono considerati peccatori: io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi (Lc 5,32). La condizione di peccatori non è frutto di un ragionamento, di un esame con se stesso (esame di coscienza), neppure il confronto con iComandamenti permettono di scoprirci “peccatori”, al massimo ci evidenziano peccati e mancanze; ma è l’incontro con il Signore che rivela la realtà della nostra condizione umana.Il vangelo descrive in poche parole la situazione di disagio esistenziale e spirituale di Pietro, il senso di fallimento nella propria vita; le loro reti vuote sono l’immagine più vicina alvuoto di lavoro, di economia, di politica. Gesù rassicura Simone perché è venuto non per allontanare i peccatori, ma per costituirli pescatori di uomini; continueranno a fare esperienza della loro fragilità e pochezza, di insicurezza e paura nascoste dal benessere e dal ruolo. Simone dovrà scoprire che sentirsi peccatore dinnanzi al miracolo è ancora poca cosa; sperimenterà lo sfarinarsi delle sue presunzioni di fedeltà e amicizia, fino alle lacrime (Lc 22,62), ma non verrà meno l’amore del Signore che lo pescherà di nuovo dal fondo della sua debolezza per diventare “Pietro” roccia ferma incastonata nella misericordia di Dio.
La prima guarigione è la conversione nel senso di aprire il cuore perché entri la Parola di Dio. Convertirsi è guardare da un’altra parte, convergere su un’altra parte. E questo apre il cuore, fa veder altre cose(Papa Francesco 07.02.19). Pietro e i suoi erano concentrati su quelle reti, oggetto di tanta cura; ormai sono diventate inutili e lasciate sulla riva con le barche, il loro sguardo sarà concentrato sugli uomini di cui saranno pescatorinel mare più vasto del mondo.L’incontro personale con Cristo sconvolge tutti i pianiridimensiona le false sicurezze per scoprire la bellezza di relazioni nuove.

don Luciano Cantini

Livorno 09/02/2019