Si rinnova il Parlamento europeo: Italia sotto esame

di Giancamillo Palmerini*
Come ben noto a fine mese andremo a votare per I’ll rinnovo del parlamento europeo. Oltre, come normale che sia, ad essere in giudizio sulla commissione uscente, sulle politiche messe in campo e sull’Europa che vorremmo nei prossimi anni, le elezioni europee rappresentano, senza dubbio, l’esame di maturità per il governo del “cambiamento” guidato dal professor Conte.
Il popolo italiano, insomma, sarà chiamato a dare un giudizio (dopo i vari commissari esterni: OCSE, commissione europea, bankitalia, etc) su quanto realizzato (o meno) in questo ultimo anno dalla compagine giallo-verde.
Una delle materie, finora un po’ snobbata, più importanti per la valutazione sarà quella relativa ad economia e lavoro. In questo quadro un testo certamente utile per la preparazione all’esame è, il periodico report mensile dell’ISTAT su occupati e, ahimè, disoccupati nel nostro paese.
Leggendo il “bignami” dello studio scopriamo che a marzo 2019 il dato relativo all’occupazione è in ripresa dopo la sostanziale stabilità del mese precedente e che tale aumento riporta, addirittura, il numero di occupati vicino ai livelli massimi registrati a metà del 2018. La crescita occupazionale riguarda, segnala il rapporto,  entrambi i generi, con una significativa espansione (finalmente?) delle classi di età più giovani e si concentra prevalentemente tra i dipendenti a tempo indeterminato (sebbene nella versione “a tutele crescenti”).
Alla crescita degli occupati a marzo, si accompagna anche un forte calo dei disoccupati e la sostanziale stabilità degli inattivi.
Se poi l’analisi si amplia su base trimestrale, si rileva, come negli auspici dell’esecutivo un aumento dei lavoratori con contratti “stabili” ed un calo di quelli a tempo determinato.
Basteranno questi dati timidamente positivi a far passare l’esame al governo Conte ed ai partiti che lo sostengono? Porteranno la lega salviniana al suo primo storico 30 (per cento)?
Saranno valutati positivamente i diversi provvedimenti messi in campo come il “decreto dignità “, il reddito di cittadinanza e “quota 100” per passare l’esame a pieni voti? Agli elettori, come giusto che sia, spetterà il giudizio finale. La speranza, ovviamente, del governo è di passare il test di fine mese a pieni voti convinti così da portare, almeno secondo loro, in Europa un paese più forte e maggiormente in grado di incidere ai tavoli dove si prendono le decisioni più importanti per il futuro dell’economia, e del lavoro, europea e, quindi, italiana.

*esperto in materie del lavoro – MCL
11 maggio 2019