Sentieri è anche il libro di mons. Giusti

copertina-libro-sentieriSi intitola proprio come la rivista di pastorale per giovani animatori ed è infatti il mondo dei giovani l’argomento su cui è incentrato l’ultimo libro di monsignor Giusti. Pubblicato nei giorni scorsi dalle edizioni diocesane Pharus, il testo vuole proporre “Sentieri” sperimentati e solidi di Pastorale Giovanile, perché coloro che educano i giovani: animatori di pastorale giovanile, operatori degli oratori, parroci, religiose e genitori, riescano a trovare l’approccio giusto per dialogare con le nuove generazioni e soprattutto fare loro incontrare Cristo.
Il libro nasce dall’esperienza pastorale dell’autore, dalla collaborazione di tanti e soprattutto nell’attento studio dell’evoluzione in atto della realtà giovanile. Esso si pone in stretta correlazione con la rivista mensile online Sentieri (sentieri.lasettimanalivorno.it) che si avvale dei contributi di una redazione composta da laici e sacerdoti di tutto il territorio nazionale, impegnati proprio nell’ambito dell’educazione.

Il testo che ha come sottotitolo “Generare giovani cristiani nella cultura del desiderio”, un’espressione che – come spiega bene don Mario Simula, nella prefazione – rappresenta “un infinito itinerario e che richiede all’educatore una inesauribile capacità di “generare”. O sei padre e madre, oppure non interessarti di giovani. Generare è accorgersi con stupore di una nuova vita e poi di un’altra e di un’altra ancora. Custodire con delicata premura quella vita. Favorirne lo
sviluppo fino al travaglio del parto di ogni giorno, anche quando sei spossato e vorresti dormire. Ma loro, i giovani, non dormono, sono nottambuli. E anche quando dormono, in ore sfasate, sono sempre vigili e osservatori implacabili della nostra testimonianza.
“Giovani cristiani”, non giovani camaleonti adattabili ad ogni contraddizione e ad ogni vento che tira. Giovani del tempo e senza tempo. Proprio come il loro Maestro.  “Nella cultura del desiderio”. La proposta contestualizzata storicamente in questo modo, è impegnativa e provocatoria. È la sfida che il vescovo Simone lancia: si può desiderare, si può amare restando se stessi, oggi, con gli amici tatuati e malconci, investendo su se stessi a “caro prezzo”, senza essere fotocopie, surrogati, copia-incolla.