Nuovo umanesimo costruito dal basso

Sarà una tappa storica, l’inizio di un nuovo umanesimo. L’evento annunciato da Papa Francesco per un costruire dal basso un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile è organizzato da un Comitato composto dalla Diocesi di Assisi, dal Comune di Assisi, dall’Istituto Serafico di Assisi e da Economia di Comunione. La macchina organizzativa si è già messa in movimento con gli inviti agli esperti mentre a giugno si apriranno le candidature per partecipare. Dai vescovi umbri arrivano messaggi di gratitudine per la scelta del Pontefice. Per il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino se Giovanni Paolo II scelse la cittadina «come icona di pace inaugurando lo spirito di Assisi, l’odierna iniziativa, di così grande respiro, la propone anche come icona di una nuova economia ». Il mondo è segnato dal contrasto tra i pochi che possiedono troppo e i molti che sono privi persino del necessario, sottolinea Sorrentino. «Lo stesso pianeta, è depredato, invece di essere custodito. Da dove ripartire? Il Papa fa leva sui giovani, nel solco del recente sinodo loro dedicato».

Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra sottolinea come il Pontefice abbia scelto l’Umbria «per farne la culla di un momento importante di riflessione e progettualità finalizzato a rianimare l’economia, rivolgendosi ai giovani economisti, imprenditori e imprenditrici, riproponendo con forza la figura e il messaggio del Poverello, esempio per eccellenza della cura per i deboli e di una ecologia integrale».

Nell’evento si uniscono due grandi temi e passioni del Papa: la sua priorità per i giovani e la sua sollecitudine per un’altra economia come spiega l’economista Luigino Bruni, direttore scientifico del Comitato organizzatore. «Stiamo invitando, a suo nome, alcuni degli economisti e imprenditori più sensibili allo spirito dell’Oikonomia di Francesco (Francesco di Assisi e Papa Francesco), per poter dare ai giovani il meglio delle riflessioni e prassi economiche di oggi nel mondo – annuncia Bruni –. La parola Oikonomia evoca insieme tante realtà: la radice greca richiama le regole della casa ma rimanda anche alla cura della casa comune, all’Oikos. E ci riferiamo anche all’Oikonomia intesa dai Padri della Chiesa come categoria teologica di salvezza universale». Tre sono i pilastri di questa Oikonomia: i giovani, l’ambiente e i poveri.

In festa la comunità francescana che si è messa a disposizione per organizzare l’evento, un «incontro destinato a dare il via ad una nuova economia » secondo padre Mauro Gambetti, il custode del Sacro Convento di Assisi, «profezia» di un’economia attenta alla persona e all’ambiente. «I quattro verbi che il successore di Pietro ci consegna: Rianimare, Rivedere, Rispondere e Riparare tracciano la strada che percorreremo insieme a tutti coloro che coltiveranno il sogno di un nuovo umanesimo – aggiunge Gambetti –. Il Papa ci chiama contribuire al cambiamento globale per far sì che l’economia includa e non escluda, che dia vita e non uccida l’uomo».

da Avvenire

13 maggio 2019