Mai più! Cosa occorre fare per la prevenzione. Ciascuno secondo la propria responsabilità

di Nicola Sangiacomo*
“Mai più!” aveva esclamato il vescovo Giusti in occasione dei funerali della famiglia Ramacciotti, vittima dell’alluvione del 10 settembre scorso. A un mese di distanza quell’esclamazione si è fatta convegno a Collinaia, uno dei luoghi simbolo della tragedia di Livorno. E’ ormai passata l’emergenza, ma il rischio alluvione è ancora molto alto come hanno testimoniato gli autorevoli esperti intervenuti.

Se dovesse accadere un nuovo fenomeno meteo simile a qello di un mese fa i rischi sarebbero ancora altissimi, forse anche superiori. E’ per questo che ora occorre lavorare sulla prevenzione.

Il rischio deriva dall’insufficiente manutenzione del territorio, come ha evidenziato il colonnello Vagniluca, comandante del Carabinieri Forestali di Livorno; questi interventi che hanno un costo notevole non sono infatti “inaugurabili” e non offrono quindi una vetrina ai politici di turno. Ma è anche un rischio che si legge sulle carte predisposte da tempo, come ha fatto osservare il geologo Della Croce: la conformazione geografica delle colline livornesi e la crescente cementificazione dele stesse espone la città a situazioni di pericolo notevoli, soprattutto dopo un periodo di prolungata siccità. Sul versante della Protezione civile il responsabile per Toscana Gaddi ha evidenziato come una capillare informazione dei cittadini sugli atteggiamenti da tenere nelle situazioni di emergenza consentirebbe di limitare moltissimo i danni ed evitare le vittime.

Gli esperti quindi hanno lanciato l’allarme: gli eventi tragici del 10 settembre, visti anche i cambiamenti climatici in corso in tutto il mondo, potrebbero ripetersi.

Per realizzare davvero quel “Mai più!” invocato dal Vescovo di Livorno è necessario impegnarsi su più fronti, quando non siamo in emergenza: occorrono interventi strutturali con scelte coraggiose di investimento, anche se non hanno un immediato ritorno politico, occorre una tutela del territorio rispettosa della natura, serve un’informazione capillare per tutti i cittadini e un’educazione ai comportamenti da tenersi nell’emergenza. Queste sono le soluzioni che gli esperti suggeriscono per prevenire in futuro ulteriori tragedie.

Ora ogni livornese, ciascuno secondo le proprie responsabilità, è chiamato a dimostrare di aver imparato la terribile lezione del 10 settembre e a impegnarsi per la prevenzione. Con lo stesso entusiasmo e la stessa generosità dimostrata da tanti nella fase dell’emergenza.

*direttore Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro

 

Livorno 15 ottobre 2017