Legami fragili. Il report di Caritas 2018

Presentato questa mattina in Vescovado il report sui dati 2017, raccolti dalla Fondazione Caritas. Un report che mancava dal 2014, anche se i dati delle persone che entrano in contatto con tutti i servizi Caritas sono aggiornati giorno per giorno.  I numeri del report rivelano purtroppo una povertà in crescita sul territorio livornese, una realtà che fa parte della vita di tante persone che quotidianamente si rivolgono a Caritas, sia italiani che stranieri. Una povertà che è educativa, culturale e relazionale, che rende i legami tra le persone sempre più fragili e la solitudine sempre più grande. Il report con tutti i numeri relativi agli accessi e ai servizi tra qualche giorno sarà scaricabile sul sito Caritas nel frattempo ecco la sintesi che ne ha fatto la sociologa Anna Banchi, autrice della pubblicazione.

Un rapporto che esce a distanza di tre anni dall’ultimo, alla conclusione di un anno difficile, dove alle già tante difficoltà del territorio si è aggiunta la sofferenza provocata dall’alluvione dello scorso 10  settembre, che ha lasciato in città una scia di dolore e solitudine.

Numeri quasi tutti in aumento, a testimonianza di una crisi tutt’altro che superata. Numeri in aumento rispetto al 2014, che aveva fatto segnare una brusca impennata delle richieste di aiuto che avevano raggiunto la Caritas rispetto all’anno precedente. Più di 3000 persone si sono rivolte alla rete dei centri di ascolto che fanno riferimento all’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas, con un sensibile incremento degli italiani (+ 40,3 %) sul totale degli accessi. Resta alto e cresce anche il numero degli stranieri, anche se in modo meno evidente.

Tra le cause di accesso più frequenti al primo posto c’è la mancanza di lavoro o la forte precarietà lavorativa (29,6%), seguita dai problemi di carattere economico (21,4%), dai problemi legati alla precarietà abitativa o alla mancanza di casa (16,5%) e dai problemi familiari (11,3%). In proporzione, le questioni legate alla casa sono quelle cresciute di più sul totale delle richieste, seguite dai problemi familiari, in particolare, passati dal 6,1% del  2016 all’11 ,3 % del 2017, a testimonianza degli effetti destabilizzanti delle difficoltà materiali sulle dimensioni più personali della vita delle persone. Nel caso della popolazione straniera, ben il 29% delle richieste di aiuto riguarda problemi legati alla registrazione anagrafica.

Sono 45.000 i pasti preparati e distribuiti dalla cucina della Caritas, a beneficio di oltre 1000 persone a cui si aggiungono circa 5000 persone raggiunte dalle distribuzioni straordinarie
di alimenti svolte nelle parrocchie aderenti alla Rete Territoriale costituita in città per contrastare spreco e povertà alimentare.

Cresce anche il numero delle persone che si sono rivolte al servizio di igiene e cura personale, che nel 2017 ha registrato 2487 accessi, per quasi il 90% da parte di uomini e per oltre il 70% di stranieri.

Oltre 250 i nuclei con minori accompagnati. Gli interventi hanno coinvolto 614 bambini, per il 40% con un età al di sotto dei 6 anni. Di questi 614, sono 164 quelli che sono stati provvisti del necessario per affrontare la scuola, per un totale di 12.200 euro, a testimonianza dell’attenzione dedicata dalla Caritas all’educazione e all’istruzione come diritto e come esperienze fondamentali per ristabilire la mobilità sociale che pare essersi persa. Oltre 16.000 euro sono stati spesi per sostenere l’accesso di minori svantaggiati alle attività sportive, ludiche e ricreative.

Anche nel caso delle famiglie, i problemi legati al lavoro (29,3%) o alla mancanza di risorse economiche (44,6%) sono i principali motivi di accesso, seguiti dai problemi familiari (15,6%) e dai problemi legati a una condizione di precarietà abitative (13,8%, per la maggior parte in seguito a sfratto o per inadeguatezza del luogo di residenza.

Per quanto riguarda i problemi familiari, ben il 37,7% delle richieste di aiuto riguardano la gravidanza vissuta come fattore di destabilizzazione e crisi familiare, mentre il 21,5% è conseguenza di forti conflitti di coppia che non di rado sfociano nella violenza.

Sono invece 78 le persone in situazione di forte precarietà abitativa accolte dalla Caritas di Livorno nel 2017, tra cui 35 minori. Quasi 20.000 euro sono stati erogati in contributi diretti a beneficio di famiglie a rischio di perdere l’abitazione, cifra a cui si aggiungono 14.000 euro di canoni di locazione in carico alla Caritas per gli appartamenti affittati e messi a disposizione come alloggi di solidarietà. Per il sostegno nel pagamento delle utenze sono stati invece spesi 73.760 euro. In totale, la Caritas ha offerto nel 2017 una soluzione abitativa temporanea a 207 persone di cui 72 minorenni.

In totale sono 388.106 gli euro spesi in interventi caritatevoli, di cui 32.800 per il sostegno al lavoro, 82.750 per il sostegno economico, 26.700 per spese di trasporto e sostegno a
viaggi, 7.000 euro per spese sanitarie, 56.900 per vestiario e assistenza. Ammonta invece a 65.000 euro la spesa in generi alimentari.

A tutto questo, si aggiunge l’impegno straordinario seguito alla tragica notte del 10 settembre, impegno tutt’ora in corso. La Caritas di Livorno, nell’ultimo trimestre del 2017, è intervenuta a favore di 98 famiglie (264 persone di cui 32 minori), prendendo in carico 250 richieste di aiuto e realizzando oltre 400 interventi per 230.000 euro di contributi deliberati di cui 190 già distribuiti e il resto di prossima erogazione.

“C’è bisogno di fare rete – ha detto il Vescovo, a margine della presentazione del Report alla stampa – se una persona, una famiglia, sono sostenute da altre persone, da altre famiglie, superare le difficoltà diventa più facile. Occorre recuperare la dimensione comunitaria e superare questa cultura individualistica che ci circonda, per far fronte alla crisi. Va ripensato il sistema culturale e insegnata ai giovani un’educazione al servizio, al volontariato. Stando vicino ai più poveri si impara il valore della cose e della vita. Sarebbe una buona idea pensare ad un periodo di servizio civile obbligatorio per ogni giovane che esce dalla scuola”.

c.d.

10 luglio 2018