L’associazione Mango tra l’Italia e il Paraguay. Ne parla Massimo Provinciali

“Il Paraguay è un paese dimenticato. Non ha grandi risorse, non ha grandi flussi turistici, ha un PIL alto per la produzione di soia, che però è gestita dalle multinazionali, le famiglie vivono in condizioni di povertà diffusa, non c’è uno stato sociale, non ci sono programmi per l’infanzia e soprattutto nelle campagne i bambini, come accade sempre, sono i più abbandonati, deboli e indifesi”. Massimo Provinciali, segretario dell’Autorità Portuale di Livorno e Piombino ci racconta il suo impegno di solidarietà a favore di questo paese dell’America Latina ed in particolare dell’Associazione Mango onlus (http://associazionemango.org/).

L’Associazione Mango Onlus nasce nel 2005 dopo un viaggio in Paraguay, di due madrine, presso le Suore Redentoriste che stavano lavorando sul progetto delle adozioni a distanza con l’Italia dal lontano 1990.
Vedendo le difficoltà che le missionarie dovevano affrontare giornalmente per aiutare le famiglie povere che non avevano cibo, cure mediche, una casa ecc.. queste madrine, Stefania Querini ed Anna Cervelli, una sera, prima del loro ritorno in Italia, parlando con Suor Fabiola Camacho promisero che al loro rientro avrebbero cercato di coinvolgere amici, conoscenti ed altri padrini per poter fondare un’Associazione Onlus che potesse sostenere in modo più concreto i progetti che le missionarie portavano avanti a Carapeguà-Acahay con le Suore Redentoriste ed a Pilar con Fundacion la Mision coordinata da Annamaria Cordioli.
L’Associazione porta avanti progetti diversi per aiutare i più piccoli. Tra questi ci sono le adozioni a distanza per accompagnare i ragazzi nello studio; la Villa del sol, ovvero le case famiglie costruite dall’Associazione per i bambini abbandonati o orfani, che prevede anche percorsi di preadozione; il progetto Mamon (dal nome di un frutto che nasce nella zona) che si prende cura dei bambini disabili che vivono nelle campagne e ne sostiene la crescita a livello economico e sanitario.

“Sono entrato in contatto con l’Associazione tramite amici – racconta Provinciali – facendo un’adozione a distanza che ho mantenuto per tanti anni, poi una cena di solidarietà e la voglia di incontrare chi concretamente si impegnava in questi progetti. Da allora ogni anno cerco di andare in Paraguay, magari nel periodo in cui dall’Italia vengono mandati gli aiuti con i container, così in qualche modo posso aiutare a sistemare il materiale. Sarebbe bello poter far conoscere questa realtà anche ai livornesi e sostenere uno di questi progetti, magari con una cena solidale o altre iniziative”.

c.d.

Livorno 27 gennaio 2018