Il segretario Onu: «Le religioni alleate per il clima»

 

Parla Guterres, il segretario generale dell’Onu. «Penso che quando una persona è credente, per una persona che crede che il mondo è stato creato da Dio, deve essere terribile vedere gli esseri umani che distruggono la creazione di Dio. Così, direi che è perfettamente normale che una religione che crede nel lavoro del Creatore sia completamente contraria alla distruzione del mondo del Creatore, come gli esseri umani stanno facendo in questi tempi».

António Guterres, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha risposto così ieri ad Avvenire sul ruolo delle religioni nella lotta al cambiamento climatico, alla luce dell’eco internazionale crescente dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. In mattinata, in occasione della plenaria d’apertura della Cop24, era stato il premier delle Isole Figi, Voreqe Bainimarama, presidente della scorsa Cop23, a lanciare da credente un augurio ai partecipanti: «Che Dio vi benedica tutti». Nella stessa plenaria, Guterres aveva invece ammonito in modo vibrante i presenti sull’evoluzione di una comunità internazionale che resta «totalmente fuori rotta» rispetto agli impegni sul clima presi tre anni fa a Parigi. «Quella del clima è una questione di vita o di morte », aveva sottolineato. Parlando con i giornalisti alla Cop24 in Polonia, al fianco del presidente polacco Andrzej Duda, l’ex premier socialista portoghese (1995-2002) ha aggiunto: «Considero perfettamente normale che il Papa, non solo quello attuale, ma anche quelli del passato, abbiano una posizione molto positiva rispetto alle azioni climatiche». Per Guterres, che ha occupato pure la poltrona di presidente dell’Internazionale socialista (1999-2005), le religioni rappresentano un baluardo che non si può sottovalutare: «Questo non vale solo per la cristianità. Di recente, conversando con il primo ministro indiano, Narendra Modi, gli ho chiesto qual è la motivazione del suo impegno molto forte per la lotta climatica. Mi ha detto che questo è contenuto nei “Veda”, i testi fondamentali dell’induismo. Penso che ciò sia percepito in tutte le religioni. Non si dovrebbe essere sorpresi dalle posizioni di Sua Santità».

Anche il presidente polacco Duda, ha voluto rispondere ad Avvenire, nel quadro delle uniche due domande concesse alla stampa internazionale (l’altra, al quotidiano francese Le Monde): «La protezione climatica è un nostro dovere ed è pure un nostro dovere come cristiani. Intendo la protezione dell’ambiente per le future generazioni. Principi come lo sviluppo sostenibile provengono in larga misura dalla filosofia cristiana. Ecco perché siamo riuniti qui e perché stiamo lavorando su questi temi, in modo da trovare le migliori soluzioni possibili». Il presidente polacco ha aggiunto: «Ma cosa significa le migliori soluzioni? Innanzitutto, soluzioni realistiche, non per ottenere decorazioni o premi. E in secondo luogo, in questo processo, dobbiamo ricordarci della situazione delle persone che lavorano, il modo in cui i lavoratori vengono trattati».

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Cos’è la Cop24

La sigla Cop sta per «Conferenza delle parti» e si riferisce agli Stati membri della Convenzione quadro dell’e Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), la cui conferenza fondativa risale al 1995, a Berlino (Cop 1). Fra i vertici annuali tenuti da allora, si ricordano soprattutto la Cop 3 giapponese del 1997, che varò il Protocollo di Kyoto, e la Cop 21 francese del 2015, che ha approvato l’Accordo di Parigi sul clima che lo spartiacque tra vecchia e nuova gestione dei problemi ambientali. La Cop 24 di Katowice dovrà finalizzare il regolamento attuativo del Trattato firmato 3 anni fa ed entrato in vigore il 7 novembre 2016, un giorno prima dell’elezione del presidente americano Donald Trump.

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5 dicembre 2018