Il porto di Livorno: tante potenzialità ancora inesplorate. Ne parla l’ammiraglio Tarzia

Solo pochi mesi fa sembrava un’impresa impossibile, e invece oggi le navi di grandi dimensioni che hanno fatto scalo al porto di Livorno si contano già sulle dita di due mani. Le nuove regole determinate dall’Autorità marittima, i lavori fatti eseguire dell’Autorità di Sistema finalizzati all’ampliamento del canale di accesso, al dragaggio dei fondali all’imboccatura sud del porto, hanno generato effetti positivi sulle condizioni di navigabilità e di sicurezza, hanno consentito di ricevere navi di grandi dimensioni, tra cui la Conti Everest, 334 metri, la più lunga (43 metri la larghezza, 90.000 le tonnellate di stazza ed una capienza di quasi 8.500 Teus,) tra le portacontainer che hanno scalato il porto labronico e, soprattutto, la più lunga, in assoluto, tra le navi di qualsiasi tipologia transitata nel canale di accesso e manovrata nel bacino di evoluzione.

In tale quadro, si innesteranno anche i futuri interventi che riguarderanno l’illuminazione del porto, per rendere possibili le operazioni h24, e la realizzazione del micro-tunnel che permetterà -una volta sostituite le condutture dell’ENI- l’allargamento del canale d’accesso a 120 metri, consentendo a navi di dimensioni ancora maggiori di far scalo a Livorno. Tutto questo è stato possibile grazie alla sinergia del “sistema porto”, con la competenza e la professionalità dei servizi tecnico nautici (Piloti, Rimorchiatori ed Ormeggiatori) , risorse fondamentali di cui si avvale il Comandante del porto ammiraglio Giuseppe Tarzia, del quale abbiamo raccolto alcune considerazioni a proposito di questa vera e propria rivoluzione di cui si è fatto promotore:

Livorno 16 maggio 2018