Gli «8xmille» buoni motivi per sostenere la comunità

L’importanza della firma sulla apposita scheda cartacea, o del ‘flag’ sul modello elettronico, per finanziare i progetti della Chiesa cattolica Un diritto irrinunciabile, non un optional o un adempimento tra i tanti

Otto per mille, è il momento della scelta anche per il modello REDDITI. L’Agenzia della entrate ha confermato che dallo scorso 2 maggio i contribuenti (e i soggetti da loro delegati) possono visualizzare via web la propria dichiarazione precompilata e consultare l’elenco di tutte le informazioni – tra compensi, contributi, oneri e spese – che il Fisco ha utilizzato. Da quella data è già possibile intervenire sul modello Redditi, che può essere trasmesso già a partire dallo scorso 10 maggio.

I tempi di consegna cambiano a seconda se si sceglie il modello cartaceo o l’invio telematico. Il termine ultimo è fissato al prossimo 30 settembre per l’invio telematico definitivo all’Agenzia, insieme alla Scheda con la scelta dell’8xille, sia per chi si avvale di un intermediario fiscale (Caf o professionista), a cui andrà ricordato che si vuole firmare l’8xmille, sia direttamente via web. Invece la consegna del modello cartaceo all’ufficio postale, per chi non è obbligato all’invio telematico, è prevista entro il prossimo 1° luglio. Ma andiamo nell’ordine.

Sul canale YouTube dell’Agenzia ‘Entrate in video’ è disponibile un nuovo tutorial che spiega tutti i passi da seguire per inviare la precompilata. È già possibile utilizzare la funzionalità di compilazione semplificata per intervenire in modalità guidata su tutti i dati del ‘quadro E’, ad esempio per aggiungere un onere detraibile o deducibile che non compare tra quelli già inseriti o modificare gli importi delle spese sostenute. In totale, sono 960 milioni i dati già caricati dal Fisco nelle dichiarazioni 2019, in crescita del 3,8% rispetto allo scorso anno. Come accedere online alla propria precompilata? È possibile tramite le credenziali Spid (Sistema pubblico per l’identità digitale) o con quelle dei servizi telematici delle Entrate (Fisconline). La dichiarazione ‘si apre’ anche con le credenziali rilasciate dall’Inps e tramite Carta nazionale dei servizi (Cns). Inoltre, resta ovviamente la possibilità di rivolgersi a un Caf o delegare un professionista. I cittadini possono contare anche sul sito ‘Infoprecompilata’ (https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/) , con informazioni, date e scadenze da ricordare e le risposte alle domande più frequenti. L’assistenza, come già l’anno scorso, è an-che telefonica: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13, tramite i numeri 800.90.96.96 (da rete fissa), 06 966.689.07 (da cellulare) e +39 06.966.689.33 (per chi chiama dall’estero).Ovviamente l’ampliarsi della platea dei contribuenti ammessi ai ‘precompilati’rende la firma 8xmille
un passaggio che richiederà sempre più consapevolezza e formazione da parte dei cittadini, per imparare a riconoscervi un diritto irrinunciabile, nonostante all’apparenza, nella successione delle schermate del computer, la scelta rischi di sembrare un optional o un adempimentotra i tanti. Quanto invece ai contribuenti che invieranno il cartaceo, troveranno che – come già nel 2018 – all’interno del modello fiscale non è più presente il riquadro ‘8xmille’. La scelta andrà espressa attraverso l’apposita ‘Scheda’ all’interno del modello Redditi (persone fisiche), che va utilizzata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione, sia in caso di esonero. Nel riquadro ‘Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef’ il nome va scritto nella casella ‘Chiesa cattolica’ senza invadere le altre, per non annullare la scelta, indicando infine anche codice fiscale e generalità del contribuente.

Invece via web, la firma verrà sostituita da un ‘flag’ sul computer per esprimere a chi destinare la quota Irpef. Un passaggio tra tanti adempimenti, che il contribuente è chiamato però a riconoscere come di alto valore, chiedendo a Caf e commercialista di voler esercitare il diritto a firmare l’8xmille, destinandolo alla Chiesa cattolica. Nelle dichiarazioni 2017 (le ultime disponibili) le firme per la Chiesa cattolica sono state 13 milioni 700 mila, pari al 79,36% dei firmatari. La fiducia espressa attraverso la destinazione dell’8xmille va ben oltre chi frequenta abitualmente le celebrazioni liturgiche o è più impegnato nelle attività parrocchiali. Secondo diverse indagini Gfk-Eurisko solo metà di quanti firmano si definisce praticante (53,4%), mentre il 32,7% è piuttosto lontano dalle pratiche religiose o decisamente distante dalla Chiesa, di cui però sostiene l’operato con apprezzamento e fiducia. Nel 2018 la Chiesa cattolica si è vista così assegnare dai cittadini 998 milioni di euro. Ripartiti nelle tre grandi voci: culto e pastorale (che potranno contare su 356 milioni di euro), sostentamento dei sacerdoti (con 367 milioni di euro, che raggiungono 35 mila preti diocesani e circa 500 missionari) e progetti caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo (con 275 milioni di euro). Chi firma riconferma non solo la fiducia nell’azione pastorale e caritativa delle diocesi, ma testimonia – come nelle comunità delle origini- che la condivisione delle risorse è un pilastro della vita cristiana.

da Avvenire

15 maggio 2019