DJ Fanny, malato di sla che fa ballare migliaia di persone. La sua storia

Andrea Turnu, malato di Sla e paralizzato in un letto, ha composto brani ballati da migliaia di persone grazie al movimento dei suoi occhi. “La forza del tuo essere non corrisponde a quella del tuo corpo”, recita la sua canzone più famosa

Il tema della Giornata modiale del malato 2018 ci ricorda che la croce non è tragedia senza speranza. Dietro evidenti disabilità e la mancanza di autosufficienza ci sono infatti persone che con la loro integrità psichica, morale e spirituale esprimono un puro desiderio di vita, trasmettono forza e mobilitano coscienze. È il caso di Andrea Turnu, alias dj Fanny, ragazzo sardo di 30 anni affetto da Sclerosi laterale amiotrofica, la Sla. Da oltre 5 anni Andrea è bloccato in un letto, ma grazie ad un puntatore oculare e ad uno speciale software compone musica elettronica. Lo scorso anno il  suo brano My window on the music è stato scaricato da migliaia di ragazzi tramite iTunes, mentre il suo profilo facebook ha raggiunto oltre 100mila followers. Insomma la Sla ha fiaccato le sue forze fisiche, ma non il suo animo.  Rispetto al futuro non ha domande o pretese, ma coglie giorno per giorno le opportunità offerte dalla musica e coltiva il sogno di arrivare un giorno sul palco di Sanremo. Di tutto questo ha parlato nella lunga intervista che ha rilasciato a Vatican News:

Cosa è scattato dentro di te a seguito della scoperta della malattia? Cosa ti ha permesso di andare avanti con questa apertura alla vita?
“Dopo che mi hanno diagnosticato la malattia, nonostante si trattasse sostanzialmente di una condanna ben precisa, non mi sono arreso e ho deciso di non piangermi addosso. Così ho continuato a fare il mio lavoro con passione e ho cercato di andare avanti con la mia vita il più normalmente possibile. Purtroppo però la malattia avanzava inesorabilmente, lasciandomi sempre meno autonomia. Quando sono stato costretto a lasciare il lavoro, dandogliela così vinta, è stato uno dei momenti peggiori della mia vita e sono entrato in una spirale di tristezza e depressione dalla quale difficilmente pensavo di poter uscire. Ben presto la malattia ha intaccato anche i miei polmoni, sono quindi subentrati i problemi respiratori. Nonostante fossi stato sempre molto chiaro sul fatto di non volere manovre invasive, nel momento in cui fosse subentrata una crisi respiratoria, alla fine ha prevalso in me sì forse un po’ di paura, ma soprattutto una gran voglia di vivere. Così proprio sul filo del rasoio mi sono fatto ricoverare ed ho effettuato una tracheotomia ed una PEG: una sonda collegata al mio stomaco grazie alla quale mi posso alimentare”.

Ora la musica accompagna le tue giornate, la fatica quotidiana è alleviata da questo cibo per l’anima…
“Il periodo del ricovero nella rianimazione è stato davvero difficile lontano dai miei affetti che potevo vedere soltanto un’ora al giorno e privato di una cosa fondamentale come quella del poter comunicare. Tutto il giorno sdraiato in quel letto solo e incompreso avevo tantissimo tempo per rimuginare e mi sembrava di impazzire. Tutto è cambiato quando sono tornato a casa e soprattutto quando mi è stato consegnato il nuovo comunicatore oculare: un dispositivo altamente tecnologico che grazie ad una camera ad infrarossi legge il movimento della mia pupilla permettendomi quindi di comunicare e di interagire con l’ambiente. La vera e propria svolta è stata quando sul comunicatore ho scaricato un software “Virtual DJ” grazie al quale ho potuto riprendere quella che è sempre stata la mia passione: fare il Dj. Con l’allenamento diventavo sempre più bravo nel mixaggio di brani”.

Nel tuo brano più noto di musica dance risuona la frase “la forza del proprio essere non corrisponde a quella del proprio corpo. Tu ne sei la dimostrazione…
“Sì, con l’allenamento diventavo sempre più bravo nel mixaggio di brani, è stato a quel punto che ho deciso di creare una pagina Facebook, per condividere con gli amici questa mia particolare attività. Ora la mia pagina Dj Fanny conta più di 100 mila followers che mi seguono affettuosamente e mi sostengono. In questo ultimo anno ho realizzato tanti miei sogni, i più importante dei quali riguarda l’uscita del brano My window on the music, grazie alla collaborazione del grande Dj … e che ancora scaricabile da iTunes. Il testo della canzone mi è venuto di getto e l’ho buttato giù nel giro di pochi minuti semplicemente pensando alla mia vicenda e al mio modo di essere. E appunto una delle frasi che mi rispecchia maggiormente recita: ‘La forza del tuo essere non corrisponde a quella del tuo corpo’, praticamente la mia filosofia di vita, quella che mi spinge a combattere ogni giorno e a raggiungere i miei obiettivi e a realizzare i miei sogni nonostante la totale immobilità; quella che mi ha spinto a superare il terrore di spostarmi dopo un anno che non uscivo di casa e ad andare a fare un dj set in piazza ad Oristano, in occasione della Sartiglia 2017″.

Che sensazioni hai provato a suonare davanti ad una piazza piena?
“Credo che per un Dj la maggior soddisfazione sia quella di vedere una piazza gremita di gente che balla e si diverte ed effettivamente questa è stata per me una fortissima emozione e soddisfazione. Ho anche un altro pezzo in uscita, che prevede il duetto con la voce artificiale di una giovanissima malata di Sla, la siciliana Federica Mastrosimone. Per me tutto questo è molto importante perché l’intero ricavato di entrambi i pezzi sarà devoluto  a favore della ricerca contro la Sla, per la quale purtroppo ancora non esiste una cura”.

Come vedi il tuo futuro, la musica continuerà ad essere al centro della vita?
“C’è un altro desiderio per cui io, i miei amici e i miei followers abbiamo combattuto per diversi mesi: quello di calcare il palco più importante nel panorama della musica italiana, quello del Festival di Sanremo. Non si tratta di una smania, di diventare famoso ma solo della volontà di far risuonare la mia musica da quella cassa di risonanza così importante in modo che il messaggio arrivi forte e diretto al grande pubblico”.

Magari sarà per il prossimo anno…
“Non avendo ancora ricevuto una risposta dal grande Claudio Baglioni non mi va di continuare ad insistere, io la proposta l’ho fatta ed è sempre valida perciò se la cosa non è riuscita ad andare in porto per quest’anno, sono sicuro che non mancheranno altre occasioni ed io attendo fiducioso continuando a lavorare ai miei progetti. Comunque vada, al di là di tutto, la musica resterà al centro delle mie giornate e continuerà a portare gioia e felicità nella mia vita”.

Marco Guerra su Radio Vaticana

13 febbraio 2018