Con lo spirito del babbo e la passione del cittadino. Da Montenero un segnale per la città

di Nicola Sangiacomo
Dieci anni sotto la guida materna di Maria di Montenero, così il vescovo Giusti ha voluto celebrare sul sacro colle il decimo anniversario del suo ingresso come Pastore della Chiesa di Livorno.

Il meteo era ben diverso da quello di dieci anni fa quando il nuovo Vescovo fu accolto in una bella giornata di sole; questa volta il cielo grigio e un vento gelido sferzava quanti erano saliti al colle per celebrare l’anniversario davanti all’icona della Madonna tanto amata dai livornesi.

Un’immagine che monsignor Giusti ha voluto utilizzare per descrivere i cambiamenti che ha notato nel territorio della sua diocesi in questi dieci anni. Quando arrivò aveva trovato una città che, pur tra tanti problemi, appariva serena e produttiva, oggi ha davanti una città duramente colpita da una lunga crisi economica dove sono aumentati moltissimo i cittadini senza casa, quelli senza lavoro e quelli che non hanno neppure da mangiare; tra pochi giorni verrà inaugurata una nuova mensa Caritas che offrirà pasti a trecento persone per turno e andrà a sostituire quella attuale da cinquanta posti. Un esempio per provare a intuire quanto sia aumentata la povertà della città e quanto la Chiesa di Livorno stia facendo per rispondere a questi bisogni crescenti.

Nel giorno del suo ingresso il vescovo Simone sorprese con un riferimento esplicito ai diritti alla casa e al lavoro come diritti biblici da garantire a tutti. Dieci anni dopo torna su questi diritti sostenendo i motivi del perchè occorre impegnarsi a tutti i livelli per garantire questi diritti ai livornesi. E insiste sull’impegno politico attivo a cui sono chiamati i cristiani richiamando le figure del sindaco santo la Pira, del prossimo beato don Luigi Sturzo e del servo di Dio De Gasperi.

Non manca di fare riferimento alle tante sfide lanciate in questi anni per far ripartire l’economia di una città sempre più depressa e individua nella “maledetta burocrazia” il principale ostacolo al rilancio della città: cita il Porto, l’industria principale della città, e i bacini da troppo tempo inattivi; chiede di agire perchè la disperata domanda di una casa di tanti si incontri con un’offerta di immobili che in città certo non mancano, ma troppo spesso rimangono vuoti. Sono temi forti del suo episcopato livornese che ha voluto simbolicamente richiamare proprio in occasione di questo anniversario.

Un segnale forte lanciato a una città che monsignor Giusti, in questi anni, non ha mai mancato di stimolare: lo ha fatto con lo spirito del babbo che ha a cuore soprattutto il bene dei propri figli, ma anche con la passione civile di un cittadino che non si rassegna al declino della sua città.

Tutto questo sotto lo sguardo materno di Maria di Montenero, come sempre in questi dieci anni.

4 dicembre 2017