Come cambia il presbiterio della Cattedrale: ecco i primi bozzetti

In Cattedrale dal 18 maggio al 18 giugno, insieme alla mostra di Rolando Filidei, sarà allestita un’esposizione con modellini in scala, plastico, e rendering di quelli che saranno i nuovi arredi del duomo, per avviare un processo partecipativo (tutte le osservazioni costruttive sono gradite). Ecco le prime proposte.

Ogni Cattedrale è il cuore pulsante della vita liturgica di una Diocesi. Il Duomo di Livorno rappresenta il principale luogo di culto della città ed era storicamente dedicato ai Santi Maria, Giulia e Francesco. È per questo motivo che nel ripensare al rinnovo del presbiterio della Cattedrale si è data una particolare attenzione a queste eminenti figure, legate alla fede e alla tradizione dei livornesi.

La Sede
“Tu sei Sacerdote per sempre, al mondo di Melchisedek”.
La sede è per antonomasia il luogo liturgico del Pastore, di colui che col suo ministero di vescovo guida l’assemblea e presiede la celebrazione nella persona di Cristo stesso. La sede del Duomo di Livorno richiama la forma di un manto, come quello della Beata Vergine Maria, che vuol significare un simbolico abbraccio, sotto la cui protezione tutto il popolo santo di Dio deve sentirsi accolto.  La materia di cui è costituito è il bronzo, mantenendo egual stile sia con l’altare che con l’ambone.

L’altorilievo e il bassorilievo ricreano l’albero della vita a voler ricordare la fecondità di Maria. Mentre al di sopra dello schienale troneggia lo stemma vescovile di Livorno.

L’effetto a foglia traforata consente di instaurare il trait d’union con altare e ambone e di esprimere un senso di leggerezza alla struttura, permettendo alla luce di filtrare, quasi a voler raffigurare un dialogo riflessivo tra celebrante e Dio, un ponte tra terra e cielo.

L’Altare
“Io sono il Pane della Vita: Chi mangerà di me, vivrà in eterno”.
L’altare è il luogo sacro della celebrazione su cui avviene il miracolo della transustanziazione, è il segno della presenza di Cristo, è la mensa del Sacrificio, è il convito a cui la Misericordia di Dio Padre invita ogni uomo di buona volontà.

Al nuovo altare del Duomo di Livorno è dato il privilegio di ricordare la Santa Patrona della città labronica: Santa Giulia martire cartaginese, crocifissa nel 303, sotto l’impero di Diocleziano, per essersi rifiutata di adorare gli dei pagani e non rinnegare la sua fede cristiana.

L’altare presenta una forma concava a significare quell’abbraccio accogliente proprio della celebrazione liturgica: tutti siamo chiamati a partecipare all’unico sacrificio e alla condivisione del pane della misericordia.

Anche in questo caso il materiale utilizzato per la sua realizzazione è il bronzo, metallo di estrema stabilità, e vuol raffigurare proprio il martirio di Santa Giulia, dal rapimento alla crocifissione, proposto attraverso le tecniche dell’altorilievo e del bassorilievo che si alternano in armonia.

Sulla struttura concava in bronzo è adagiata una lastra in marmo di travertino, a completamento dell’altare.

L’ambone
“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
L’ambone è il luogo sacro della proclamazione della Parola di Dio: il Testo Biblico altro non è che una lettera d’amore che Dio indirizza all’umanità e, come sull’altare si spezza e si condivide il Pane Eucaristico, così dall’ambone il celebrante ha il compito di spezzare e condividere il Pane della Parola.

In materiale bronzeo, dalla forma semicircolare convessa, scende sui gradini della navata e sulla sua sommità è collocato il leggio.

Soggetto del decoro è riservato San Francesco, titolare della Cattedrale di Livorno, intento in un dialogo contemporaneo, mentre si rivolge a donne e a uomini di ogni età, raccolti intorno a lui per ascoltare la sua parola, semplice e potente, oggi attuale più che mai.

Anche in questo elemento è stato utilizzato lo stile della traforatura, con il preciso intento di ricreare l’effetto delle foglie. I vari elementi sono stati ottenuti grazie alla tecnica del bassorilievo e l’altorilievo, quasi a voler dare una sorta di movimento alla scena.

15 Maggio 2019