Al di là di ogni allerta meteo. Una riflessione sul disastro di questi giorni a Livorno

Come si fa a dire SOLO che è capitato? Come si fa a dire SOLO che non doveva capitare? Come si fa a dire SOLO perché non siamo stati avvertiti eppure era previsto. Ultimamente ce lo fa dire una cultura in cui siamo immersi per cui le cose capitano, cioè le circostanze sono determinate dal caso, oppure  le circostanze, con le NOSTRE forze  possono essere modificate.

Non è SOLO così. Si può gridare “perché”? come una giusta domanda di chi cerca un significato.

Sbigottiti e ancora confusi , balbettando e tremando non possiamo che riconoscere che le circostanze accadono! Anche e oltre i nostri giusti tentativi di modificarle.

E quando accadono ci accorgiamo che cambiamo noi, siamo più veri, più  vicini alla natura per cui siamo stati fatti.

In questi giorni, prima di ogni polemica e critica, abbiamo visto la dedizione, l’amore all’altro nella condivisione del bisogno. Uomini, donne e ragazzi al fianco uno dell’altro nel sostenersi, nell’aiutarsi.

Abbiamo visto dare la vita per salvare altri uomini. Non solo per l’affetto  che legava quel nonno ai suoi, ma perché  al fondo di tutto, di fronte all’inesorabile, emerge la nostra natura: siamo fatti per il bene!

Si può dare la vita per l’altro. Fa ricordare che abbiamo la stessa immagine e somiglianza di Chi ci ha fatti e che ha dato la vita per noi.

Da questo nasce uno sguardo nuovo su di sé e su tutti e su tutto. Le circostanze, tutte, e in particolare quelle che vorremmo evitare, ci educano, ci ridestano e ci ricordano chi siamo!

Ci invitano a vivere gli affanni quotidiani senza aver bisogno di altri Gravi eventi  per ridestarci. Non aspettiamo altri urti, ma educhiamoci a un altro modo di guardarci, di rispettarci, di costruire il bene comune, di usare le risorse che già ci sono per risolvere i problemi di tutti senza se e senza ma, da quelli che riguardano i rapporti tra le persone  a quelli che riguardano l’intera città e le Istituzioni.

La Beata Vergine delle Grazie di Montenero che ha visto davanti a sé tutto questo disastro e  questo splendore dei suoi figli, ancora una volta, ha vegliato sul nostro dolore, sulla morte, sulla nostra umanità ferita. Sulle nostre domande ancora confuse e ci aiuterà a chiarirle.

Comunione e liberazione Livorno

12 settembre 2017